Berna/Lugano – Il tema dei Bilaterali III con l’Unione Europea torna ad accendere il dibattito politico in Svizzera. Il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi, Lorenzo Quadri, ha presentato un’interpellanza al Consiglio federale sollevando dubbi e preoccupazioni non solo sul contenuto degli accordi, ma anche sulle modalità con cui il Governo intende promuoverli presso l’opinione pubblica.
Quadri sottolinea che l’iniziativa diplomatica lanciata dal capo del DFAE, Ignazio Cassis, rischia di trasformarsi in una massiccia campagna di propaganda a spese dei contribuenti, volta a influenzare l’elettorato in vista di una futura votazione popolare.
“Si prospetta un dispiegamento di forze senza precedenti, i cui costi ricadranno interamente sui cittadini”, ha osservato Quadri, chiedendo trasparenza sugli eventi programmati, il numero di funzionari coinvolti, le ore di lavoro dedicate e gli eventuali mandati di consulenza già affidati o previsti.
Secondo l’esponente leghista, i Bilaterali III non rappresentano soltanto un nuovo pacchetto di intese tecniche con Bruxelles, bensì un pericoloso passo verso la perdita della sovranità nazionale. L’accordo, a suo dire, comporterebbe una crescente ingerenza dell’UE nelle decisioni politiche ed economiche della Svizzera, trasformando l’attuale collaborazione in una forma di “sottomissione”.
Quadri richiama dunque l’attenzione sul rischio di smarrire l’autodeterminazione, uno dei principi cardine del modello elvetico, fondato sulla democrazia diretta e sull’indipendenza dalle logiche sovranazionali.
Con l’interpellanza, il deputato ticinese chiede al Consiglio federale di chiarire con precisione:
La questione non è solo tecnica ma profondamente politica: mentre da una parte il Governo intende rafforzare i legami con l’Unione Europea per garantire stabilità economica e accesso ai mercati, dall’altra cresce il fronte critico che vede nei Bilaterali III un cedimento irreversibile della sovranità svizzera.
La discussione è appena iniziata, ma il tono dell’interpellanza di Quadri lascia intuire che il confronto sarà acceso e che la votazione popolare si preannuncia come uno degli appuntamenti più delicati per il futuro del Paese.
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