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Ticino, l’UDC lancia l’allarme “welfare paradox” e deposita una mozione per riformare la LAPS

Bellinzona — Dopo il voto del 28 settembre 2025, che ha approvato con ampie maggioranze sia il tetto del 10% del reddito per i premi di cassa malati sia la deducibilità integrale degli stessi, l’UDC Ticino chiede una svolta nel sistema sociale cantonale. Il partito parla apertamente di “welfare paradox”: più prestazioni e più spesa, senza un corrispondente calo della povertà né un reale aumento dell’autonomia dei beneficiari.

Il contesto: spesa in crescita e nodi aperti

Secondo i promotori, già prima del voto la spesa sociale superava il miliardo di franchi l’anno, collocando il Ticino tra i cantoni con il peso più alto pro capite. L’entrata in vigore delle due iniziative — subordinata alla definizione del finanziamento, come ha ricordato il Consiglio di Stato — rischia di accentuare la pressione su conti pubblici, capacità d’investimento e equità intergenerazionale.

L’UDC elenca i sintomi del paradosso: dipendenza prolungata dai sussidi, trasmissione intergenerazionale dell’assistenza, calo della responsabilità individuale, frustrazione dei ceti produttivi, abusi percepiti e effetto attrattivo di un welfare generoso su fasce mobili di popolazione. Si aggiunge il tema, politicamente sensibile, del “paradosso fiscale”: in alcuni casi un lavoratore a tempo pieno vedrebbe un reddito netto inferiore a chi cumula più prestazioni.

La mozione: due passi, analisi e riforma

I primi firmatari Alain Bühler, Alessandro Mazzoleni e Alessandro Speziali chiedono al Governo di:

  1. Avviare subito un’analisi indipendente dell’intero sistema sociale cantonale (LAPS e prestazioni collegate), per verificarne:
  • efficacia degli strumenti rispetto agli obiettivi dichiarati;
  • efficienza e sostenibilità finanziaria nel medio-lungo periodo;
  • equità nell’accesso e nella distribuzione dei benefici (inclusi durata di residenza e contribuzione);
  • distorsioni e disincentivi al lavoro, sovrapposizioni e abusi;
  • confronto sistematico con gli altri Cantoni, per capire se il modello ticinese sia più oneroso o meno orientato alla responsabilizzazione.
  1. Presentare una revisione complessiva della LAPS e delle norme settoriali, con obiettivi espliciti:
  • maggiore coerenza e coordinamento tra le prestazioni;
  • criteri più selettivi, equi e proporzionati;
  • incentivi all’attivazione e al reinserimento professionale;
  • responsabilizzazione di persone e famiglie per evitare dipendenze croniche;
  • sostenibilità finanziaria di lungo periodo, tutelando chi è in reale stato di bisogno.

La richiesta si appoggia ai principi di valutazione dell’efficacia delle leggi sanciti dall’art. 170 della Costituzione federale e si inserisce nell’analisi della spesa pubblica già avviata a livello cantonale.

Il prossimo passaggio

La mozione approderà al Gran Consiglio per la discussione. Per l’UDC, il nodo non è mettere in discussione la protezione dei più fragili, ma evitare che il sistema — definito in passato “all’avanguardia” — diventi insostenibile e ineguale rispetto ai mutati equilibri sociali ed economici. In gioco, sottolinea il partito, c’è la tenuta del patto sociale tra chi contribuisce e chi riceve.

Relatore

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