di Martin N. Badrutt e Charlie Tee
Vivere tanti anni fuori dalla Svizzera mi ha permesso di assistere a centinaia di spettacoli dei migliori comici al mondo — dai palchi londinesi ai festival americani. Con questa esperienza alle spalle, oggi posso dirlo con convinzione: anche in Ticino abbiamo un talento che ha tutto per crescere a livello massiccio. Si chiama Mike Casa, ed è molto più di un “giovane promettente”.
Chi l’ha visto dal vivo lo sa: non è solo stand-up, è un’arte di integrare i dettagli della vita svizzera — le FFS, le file alla Migros, i tic linguistici — trasformandoli in piccoli specchi nei quali tutti ci riconosciamo. Ma la sua forza non sta solo nelle battute. Sta nella capacità, rara e preziosa, di fare product placement dentro la comicità: talmente naturale, sottile e spassoso che non sembra mai pubblicità, eppure resta impresso. Per qualsiasi azienda, questo significa un’opportunità enorme: un talento capace di far ridere e, allo stesso tempo, di lasciare un segno indelebile nel pubblico.
In un paese dove il panorama comico è spesso frammentato dalle lingue, Mike riesce a unire. Italiano, inglese, tedesco: si muove con agilità tra i registri e le culture, e ogni show diventa un ponte che collega regioni e comunità. Non sorprende che oggi lo vediamo inserito nel calendario invernale più prestigioso, persino tra gli spettacoli del Circo Knie.
In questo inverno, quando tutti cerchiamo un po’ di calore e leggerezza, Mike Casa rappresenta qualcosa di raro: un comico ticinese capace di far ridere la Svizzera intera, e forse domani anche il mondo.
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