Dopo la morte di Ivan IV il Terribile nel 1584, la Russia attraversò un periodo di forte instabilità politica noto come il Periodo dei Torbidi (Смутное время, Smutnoe Vremja), che si concluse solo con l’ascesa della dinastia Romanov nel 1613.
Ivan IV fu succeduto dal figlio Fëdor I, un uomo di scarsa capacità politica e mentale. Il vero potere era detenuto dal cognato di Fëdor, Boris Godunov, che di fatto governava al posto dello zar. Alla morte di Fëdor nel 1598, senza eredi, la dinastia dei Rurikidi si estinse.
Dopo la morte di Fëdor I, Boris Godunov fu eletto zar dalla Zemski Sobor (assemblea dei nobili e dei boiardi), diventando il primo sovrano russo non appartenente ai Rurikidi. Tuttavia, il suo regno fu segnato da carestie (1601-1603), disordini sociali e il sorgere di un falso Dmitrij (un impostore che sosteneva di essere Dmitrij, figlio minore di Ivan IV, ufficialmente morto nel 1591).
Con i polacchi che occupavano Mosca, i russi iniziarono una resistenza patriottica. Nel 1612, un esercito di volontari guidato dal principe Dmitrij Požarskij e dal mercante Kuz’ma Minin riuscì a liberare Mosca dagli invasori.
Nel 1613, la Zemski Sobor elesse Michele Romanov, un giovane nobile imparentato con la dinastia Rurik, come nuovo zar. Con lui iniziò la dinastia Romanov, che avrebbe governato la Russia fino alla rivoluzione del 1917.
Il Periodo dei Torbidi segnò una fase di anarchia, guerre e invasioni straniere, ma la sua conclusione con l’ascesa dei Romanov garantì alla Russia una nuova stabilità politica.
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