Generico

Vin&Co, il bistrot di Lugano che rende onore all’Italia di una volta

Di Martin N. Badrutt e Charlie Tee


A Viale Stefano Franscini 38, nel cuore di Lugano, c’è un posto speciale: Vin&Co. Non è solo un wine bar, non è solo un bistrot: è un luogo dove ogni piatto diventa un omaggio all’Italia autentica, quella dei sapori veri e delle ricette tramandate di generazione in generazione.

Qui non troverai piatti di moda creati solo per stupire. Troverai invece formaggi stagionati come una volta, antipasti che riportano alle sagre di paese e ai pranzi domenicali senza fine, e soprattutto pasta fresca. Non è prodotta direttamente in casa, ma arriva da artigiani che la preparano con la stessa dedizione delle cucine romane.
L’ultima volta, ad esempio, ho mangiato una carbonara fatta con pasta fresca: semplice, genuina, e con quel sapore che ti riporta subito a Roma. È questo che rende l’esperienza speciale: la cura nella scelta dei fornitori e la volontà di rendere omaggio alle tradizioni senza compromessi.



Il vino completa l’esperienza: Merlot corposi e bianchi freschi del Ticino, che si intrecciano con la tradizione italiana e raccontano un ponte culturale tra Svizzera e Italia.

E poi c’è lui: il barman. Con 42 anni di esperienza, è uno spettacolo da vedere all’opera. I suoi gesti hanno la sicurezza di chi conosce il mestiere a memoria. Qualcuno dice che ricorda Freddie Mercury: stesso carisma, stesso portamento scenico. Non serve la musica: basta guardarlo preparare un Negroni o versare un calice per capire che sei davanti a un maestro del suo genere.

E come se non bastasse, c’è anche la gerente, che con la sua calma e la sua energia tiene tutto in equilibrio. Una donna attenta, precisa, che sa accoglierti col sorriso giusto, quello che ti fa sentire un ospite e non un cliente. È lei che dà il ritmo al locale, come un direttore d’orchestra discreto ma indispensabile.

Vin&Co ha qualcosa di magico: ti sembra di stare a metà tra la via Brera di Milano, con quell’aria bohémien e un po’ d’artista, e una trattoria romana, piena di vita, di voci e di profumi veri.
È un posto che non finge, ma che respira — un angolo dove l’eleganza milanese incontra la schiettezza romana, e insieme creano qualcosa che semplicemente funziona.

La sensazione, a loro manaccio

Quando stai lì dentro, senti ‘na cosa strana. Non capisci se sei in Svizzera o in Italia, ma te ne frega pure poco.
C’è quella luce calda che ti rilassa, la musica giusta, le voci che s’intrecciano tra un bicchiere e l’altro, e ti accorgi che stai bene, davvero.
Non serve capì tutto: basta guardarti intorno e pensare “oh, ma che bella energia c’è qua dentro”.
È un posto che t’abbraccia senza parole, che te fa sentì parte d’un film vecchio, ma bello, di quelli che non stancano mai.

Relatore

Recent Posts

Leonardo da Vinci: se la pittura è scienza o no

del professor Gabriele Angelo Losa per gentile concessione dell'Autore e della testata Emmeciquadro Leonardo affrontò la…

15 ore ago

L’uomo è mortale ma gli Scacchi sono eterni – il Bianco muove e vince

Questo problema, molto originale nella soluzione, fu da me proposto a Jacky Marti (uno scacchista…

21 ore ago

Aljechin e le quattro mogli

Alexander Alekhine è stato uno dei più leggendari campioni di scacchi della storia, famoso per…

23 ore ago

Demografia ticinese: una responsabilità politica collettiva indipendente dall’appartenenza partitica

Scelte coraggiose per evitare il punto di non ritorno demografico Nel nostro Cantone la demografia…

1 giorno ago

cosmi ǀ minimi: il gesto poetico di disattivazione gerarchica dell’immanenza – una nota di lettura di Emanuela Vezzoli*

Eccolo il mondo: il sole, un limone, una mela. E questo sguardo che s’affaccia all’orlo…

1 giorno ago

This website uses cookies.