Città del Vaticano, 1° novembre – Papa Leone XIV ha ufficialmente conferito oggi a San John Henry Newman il titolo di Dottore della Chiesa, riconoscendo in lui una delle voci più luminose e profetiche della teologia cristiana moderna. La decisione era stata anticipata dallo stesso Pontefice il 28 settembre scorso, sottolineando come il pensatore inglese abbia «contribuito in maniera decisiva al rinnovamento della teologia e alla comprensione dello sviluppo della dottrina cristiana».
La figura di Newman continua a suscitare grande ammirazione anche nel mondo anglicano. Nel 2019, quando era ancora Principe di Galles, l’attuale re Carlo III lo ricordava sulle pagine dell’Osservatore Romano come un esempio di dialogo e rispetto anche nel dissenso:
«Seppe difendere senza accusare, essere in disaccordo senza mancare di rispetto e vedere nelle differenze non muri, ma luoghi d’incontro».
Newman, fondatore dell’Oratorio di San Filippo Neri in Inghilterra, fu proclamato santo il 13 ottobre 2019 da Papa Francesco, nove anni dopo la beatificazione celebrata da Benedetto XVI a Rednal, dove riposano le sue spoglie.
Nato a Londra il 21 febbraio 1801, cresciuto in una famiglia anglicana colta e religiosa, John Henry Newman divenne presto uno dei protagonisti del Movimento di Oxford, impegnato a ridare profondità spirituale alla Chiesa d’Inghilterra.
La sua conversione al cattolicesimo, nel 1845, fu l’approdo di una lunga ricerca interiore: un cammino sofferto, segnato dalla convinzione che la Chiesa anglicana del tempo si stesse allontanando dalla fede apostolica. Ordinato nuovamente sacerdote nella Chiesa cattolica, fondò in Inghilterra la prima comunità dell’Oratorio.
Creato cardinale nel 1879 da Leone XIII, Newman non ebbe sempre vita facile nella Chiesa cattolica:
la sua fiducia nel ruolo dei laici e il suo insistito richiamo alla coscienza personale lo resero figura scomoda in un’epoca ancora segnata da forte centralizzazione.
Eppure, a distanza di decenni, il Concilio Vaticano II avrebbe riconosciuto la potenza delle sue intuizioni:
la Dignitatis humanae sul primato della coscienza, la rinnovata visione della Chiesa come popolo di Dio e la partecipazione dei laici trovano in Newman un vero precursore. Per questo è ricordato tra i «padri assenti» dell’assise conciliare.
Scrittore raffinatissimo, teologo e filosofo, Newman è stato definito il più grande apologista cattolico inglese. Celebre il motto inciso sulla sua tomba, espressione di tutta la sua ricerca spirituale:
Ex umbris et imaginibus in veritatem – Dall’ombra e dai simboli alla verità.
Amato negli ambienti accademici britannici e statunitensi, Newman ha ispirato la nascita dei celebri Newman Centers, realtà educative e spirituali al servizio degli studenti non cattolici.
È considerato patrono dei sacerdoti e dei fedeli anglicani convertiti al cattolicesimo, in particolare dopo l’istituzione dell’Ordinariato personale voluto da Benedetto XVI con la costituzione Anglicanorum coetibus (2009), che ha permesso a molti ministri anglicani di entrare nella piena comunione con Roma mantenendo la propria tradizione liturgica e, in alcuni casi, la condizione matrimoniale.
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