Ecco la trama di Tosca, l’opera in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, tratta dal dramma La Tosca di Victorien Sardou.
Il pittore Mario Cavaradossi sta lavorando a un ritratto della Maddalena nella chiesa. Arriva Cesare Angelotti, un ex console della Repubblica Romana evaso dalle carceri di Castel Sant’Angelo, che chiede rifugio. Cavaradossi, amico e simpatizzante repubblicano, lo aiuta a nascondersi.
Poco dopo entra Floria Tosca, celebre cantante e amante di Cavaradossi. È gelosa e sospetta che il ritratto di Maddalena somigli a una donna vera — la marchesa Attavanti, sorella di Angelotti. Cavaradossi la rassicura, ma i sospetti di Tosca mettono tensione nella scena.
Arriva il barone Scarpia, capo della polizia pontificia, alla ricerca del fuggiasco. Scarpia sospetta che Cavaradossi lo stia aiutando, e usa la gelosia di Tosca per farla pedinare e scoprire dove si nasconde Angelotti. Tosca, accecata dalla gelosia, corre via; Scarpia la segue con la sua scorta e canta il celebre “Te Deum”, esprimendo il suo desiderio di possederla.
Scarpia fa arrestare Cavaradossi per scoprire dove si trova Angelotti. Durante l’interrogatorio, Mario viene torturato mentre Tosca, costretta ad assistere, cede e rivela il nascondiglio di Angelotti.
Arriva la notizia che la battaglia di Marengo è stata vinta da Napoleone — quindi i repubblicani hanno speranza. Cavaradossi esulta e insulta Scarpia, che lo condanna a morte.
Scarpia propone un patto a Tosca: salverà la vita di Mario se lei si concederà a lui. Disperata, Tosca sembra cedere, ma quando Scarpia ordina una finta fucilazione e le dà un lasciapassare per fuggire con Mario, lei lo uccide con un coltello, pronunciando la famosa frase:
«Questo è il bacio di Tosca!»
Poi si inginocchia e dispone pietosamente il corpo, sussurrando: «E avanti a lui tremava tutta Roma!»
All’alba, Cavaradossi è in prigione, in attesa dell’esecuzione. Scrive una lettera a Tosca e ricorda il loro amore nel commovente aria “E lucevan le stelle”.
Tosca arriva con il lasciapassare, raccontando di aver ucciso Scarpia e spiegando che la fucilazione sarà solo una finta. Ma Scarpia l’ha ingannata: l’esecuzione è reale. Mario muore.
Quando Tosca si rende conto dell’inganno e vede i soldati arrivare per arrestarla, non si lascia prendere: si getta dalle mura di Castel Sant’Angelo gridando:
«O Scarpia, avanti a Dio!»
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