Arnod Böcklin
Nel chiaro vespro il remo lieve posa,
il mare tace il suo respiro lento;
là dove il sonno cinge ogni argomento,
s’apre un giardino d’ombra silenziosa.
Cipressi vegliano la forma ascosa
di tombe in fiore, e il vento, quasi intento,
sfiora i nomi, li porta via col tempo,
li muta in sabbia, in eco dolorosa.
Ma non vi è pianto: tutto qui si placa,
ogni pensiero, ogni memoria tace,
l’anima scende e trova pace antica.
E in quell’abbraccio, lieve, si distacca
dal mondo stanco, e in limpida vorace
luce s’addorme — e l’ombra la benedica.
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