È una di quelle storie in cui Davide sconfigge Golia.
E questa volta il Davide si chiama Messainlatino.it, storico blog cattolico italiano, oscurato senza preavviso da Google nel luglio 2025 e ora riabilitato dal Tribunale di Imperia, che ha riconosciuto l’ingiustizia della censura e condannato la multinazionale americana al pagamento delle spese processuali di 7 mila euro.
Un piccolo grande miracolo di giustizia in un mondo dove la libertà di pensiero sembra spesso soccombere agli algoritmi.
qui gli approfondimenti MiL – Messainlatino.it: Messainlatino ha vinto la causa contro Google!
Il giudice, la dott.ssa De Sanctis, ha accolto il ricorso urgente presentato dai gestori del sito — fondato nel 2008 e seguito da centinaia di migliaia di lettori in tutto il mondo — riconoscendo che Google non aveva alcuna base concreta per l’oscuramento.
L’accusa, infatti, era quella generica e abusata di “violazione delle norme contro l’hate speech”.
Ma nessun contenuto d’odio è mai stato rinvenuto.
Nemmeno una frase.
Anzi, l’unico “reato” di Messainlatino è stato quello di aver pubblicato un’intervista a un vescovo, mons. Strickland, che aveva espresso la sua posizione contraria all’ordinazione femminile.
Un tema teologico, legittimo, affrontato nel rispetto delle opinioni altrui.
Eppure bastato a far scattare l’algoritmo del sospetto, in nome di una nuova ortodossia ideologica.
La vicenda non riguarda solo un blog “tradizionalista”, ma il principio stesso della libertà di espressione nel mondo digitale.
Oggi le piattaforme private si comportano come giudici supremi, cancellando o premiando contenuti secondo criteri opachi e spesso culturalmente orientati.
Il caso di Messainlatino segna un punto di svolta: un tribunale italiano ha affermato che neppure Google è al di sopra della legge, né può decidere autonomamente cosa sia lecito pubblicare in Europa.
E c’è anche una nota poetica in questa storia:
il giudice si chiama De Sanctis, come se il destino volesse ricordarci che, ogni tanto, la giustizia sa ancora essere “santa”.
Messainlatino.it, che da anni si occupa di liturgia, teologia e cultura cattolica, era stato oscurato all’improvviso dopo 18 anni di attività e oltre 23.000 articoli pubblicati.
Un archivio immenso di riflessioni, testimonianze e dialogo ecclesiale, improvvisamente cancellato con un clic.
Ora, con questa sentenza, quella voce è tornata a parlare.
Non è solo una vittoria per chi ama la Messa antica o difende la tradizione cattolica.
È una vittoria per chiunque creda nella libertà di pensiero, nel pluralismo delle opinioni, nel diritto di non essere zittiti da un algoritmo cieco.
In tempi in cui tutto ciò che non aderisce ai dogmi del “politicamente corretto” viene bollato come “odio”, la vicenda di Messainlatino è una piccola, luminosa fenditura nel muro del conformismo.
Ricorda che il dissenso, quando è espresso con rispetto e ragione, non è odio ma ossigeno per la democrazia.
E così il piccolo Davide — un blog di provincia, armato solo di parole — ha colpito il gigante di Mountain View, dimostrando che la verità e la perseveranza possono ancora vincere sull’arbitrio digitale.
Un segnale forte, un precedente importante.
E, forse, l’inizio di una riscossa per tutti coloro che non vogliono smettere di pensare liberamente.
“La stupidità dell’algoritmo ha colpito ancora”, scriveva un quotidiano.
Ma questa volta, per fortuna, è stato l’uomo — non la macchina — ad avere l’ultima parola.
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