scienza

Gli scienziati italiani che hanno “catturato la luce”

Di Martin N. Badrutt

Lecce, sud Italia. In un laboratorio del CNR, un gruppo di ricercatori ha firmato uno degli esperimenti più sorprendenti dell’anno: sono riusciti a trasformare la luce in un “supersolido”, un nuovo stato quantistico della materia che fino a ieri abitava solo nei libri di teoria.

E mentre il mondo ancora discute se credere o no alla notizia, nel laboratorio la spiegano così: «abbiamo costretto la luce a comportarsi come un solido, senza toglierle la sua natura di fluido perfetto». 
Una frase che sembra uscita dal copione di un film di Nolan, ma che oggi è fisica reale.

“Luce che diventa materia”, ma non come te l’aspetti

La scoperta non ha nulla a che fare con il mito pop della “luce catturata in un barattolo”.
Qui si parla di qualcosa di più sottile, e molto più affascinante:

fotoni che, mischiandosi con elettroni nel semiconduttore, creano polaritoni – particelle ibride che non sono più solo luce, ma nemmeno pienamente materia.

Sopra questa base, i ricercatori hanno costruito una micro-griglia su un wafer di arsenurio di gallio-alluminio.
È lì, in quel reticolo invisibile a occhio nudo, che succede la magia: i polaritoni si organizzano, formano un ordine spaziale come un cristallo, ma allo stesso tempo fluiscono senza attrito.

Immagine di un Polaritone

È questo il supersolido:
«un solido che vive come un fluido quantistico»

Perché questa scoperta conta (più di quanto sembra)

Gli scienziati non hanno solo fatto un trucco da laboratorio.
Hanno aperto un portale.

Perché manipolare la luce in questo modo significa toccare direttamente la struttura più profonda dell’informazione fisica.
Significa avvicinarsi a tecnologie oggi impensabili:

1. Calcolo quantistico fotonico
2. Nuove memorie di luce
3. Dispositivi ottici che lavorano senza perdita di energia
4. Sensori quantistici ultra-sensibili

L’Italia che sorprende il mondo

Il laboratorio di Lecce non è MIT, non è CERN, non è Stanford.
Eppure, proprio da lì arriva un esperimento che la comunità scientifica internazionale sta prendendo molto sul serio.

Nei corridoi del CNR si respira un’aria diversa:
«Non abbiamo catturato la luce. L’abbiamo convinta a restare con noi abbastanza a lungo da comportarsi come altro.»

La domanda che resta aperta

Se puoi far comportare la luce come materia…
cosa succede quando impari a manipolarla con precisione totale?

È una delle frontiere più sottili della fisica moderna.
E ora — grazie a un team italiano — siamo un passo più vicini.

Relatore

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