Non sento più il freddo. È come se il mondo si fosse staccato da me.
Le voci… si allontanano. Mi chiamano, ma non capisco più le parole.
Mi sembra di essere dentro l’acqua — quella calma, quella che non ha rumore.
E tutto quello che ho fatto… che pensavo contasse… si dissolve.
Mi viene da ridere, sai? Ridere perché ho corso per così tanto tempo —
dietro a promesse, a paure, a sogni che non avevano radici —
e adesso, qui, c’è solo il silenzio.
E quel silenzio non giudica.
Non chiede, non pretende.
Solo… accoglie.
Avrei voluto un po’ più di tempo. Anche solo un minuto, per dire mi dispiace.
Per dire ti ho voluto bene a chi non l’ha mai sentito.
Ma il tempo è una bugia: non te ne accorgi finché non smette di esserci.
Mi sfugge il fiato… come sabbia tra le dita.
E tutto diventa leggero — troppo leggero.
La luce non fa più male.
E per un istante — uno soltanto —
mi sembra di capire tutto.
E allora chiudo gli occhi.
Non per paura.
Ma perché, finalmente, posso smettere di cercare.
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