Quando la fantascienza diventa tecnologia quotidiana
Per oltre un secolo è rimasta un’idea sospesa tra genio e utopia. Oggi, invece, prende forma nei laboratori e nei test sul campo: trasmettere elettricità attraverso l’aria, senza cavi, senza prese, senza contatto fisico.
In Finlandia, un team di ricercatori è riuscito a dimostrare un sistema funzionante che utilizza onde radio a bassa frequenza per inviare energia direttamente ai dispositivi. Non si tratta di ricarica “a induzione” come quella dei caricabatterie wireless tradizionali, che richiedono prossimità e allineamento, ma di qualcosa di diverso: energia diffusa nello spazio, captata da ricevitori dedicati, un po’ come accade con un segnale radio.
Il principio è semplice quanto rivoluzionario: l’energia non viene più trasportata da un cavo, ma trasmessa, modulata e ricevuta.
Non grandi quantità di potenza, almeno per ora, ma sufficienti per alimentare dispositivi a basso consumo: sensori, microchip, sistemi IoT, strumenti di monitoraggio.
È un cambio di paradigma.
L’elettricità smette di essere un flusso “materiale” e diventa ambiente, come l’aria o le onde elettromagnetiche che già ci circondano.
Le applicazioni possibili sono molte, e non appartengono a un futuro remoto:
In un mondo sempre più saturo di oggetti elettronici, la possibilità di eliminare milioni di batterie e collegamenti fisici non è solo una comodità: è una questione ambientale, economica e logistica.
Questa visione non nasce oggi. Era già stata immaginata da Nikola Tesla, che all’inizio del Novecento sognava un mondo in cui l’energia potesse essere trasmessa liberamente nello spazio, come un servizio universale.
All’epoca mancavano i materiali, l’elettronica e la capacità di controllare le onde con precisione. Oggi, invece, la tecnologia è abbastanza sofisticata da rendere quell’intuizione parzialmente reale – non nella forma grandiosa e globale sognata da Tesla, ma in applicazioni concrete, sicure e controllabili.
È importante dirlo chiaramente: non stiamo parlando di alimentare città o elettrodomestici energivori via etere.
Le potenze in gioco sono basse, studiate per essere sicure per l’uomo e compatibili con le normative sulle emissioni radio.
Ma la storia dell’innovazione insegna una cosa: le grandi rivoluzioni iniziano sempre in piccolo.
Anche internet, all’inizio, era un segnale debole tra pochi computer.
Trasmettere elettricità nell’aria non significa solo cambiare una tecnologia.
Significa ripensare il rapporto tra spazio, energia e oggetti.
Un giorno potremmo entrare in una stanza e sapere che l’energia è lì, presente, disponibile, invisibile. Non attaccata a un muro, ma diffusa, come una risorsa condivisa.
Forse non sarà il mondo immaginato da Tesla.
Ma è certamente un passo verso un futuro in cui la tecnologia smette di ingombrare e inizia a scomparire, lasciando spazio a ciò che conta davvero.
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