Perché una giovane principessa parla ai ragazzi del XXI secolo
In Spagna c’è un nome che, più di altri, riesce a fermare lo scorrere delle notizie e ad attirare l’attenzione di media e cittadini: Leonor. Ogni sua apparizione pubblica diventa un evento osservato, commentato, condiviso. Non per scandali o provocazioni, ma per qualcosa di più raro oggi: una presenza che comunica continuità, misura e serietà.
Leonor non alza la voce, non cerca l’effetto. E proprio per questo affascina.
Nata nel 2005, figlia di Felipe VI e Letizia Ortiz, Leonor cresce sotto lo sguardo costante dell’opinione pubblica. Eppure, la sua figura non è mai stata costruita come un prodotto mediatico.
Al contrario, ciò che colpisce è la normalità disciplinata: lo studio, la formazione militare, la preparazione istituzionale. Non c’è ribellione esibita né glamour ostentato. C’è una giovane donna consapevole del proprio ruolo, che sembra accettarlo non come privilegio, ma come responsabilità.
In un’epoca che spesso premia l’eccesso, Leonor si distingue per la sobrietà.
Si parla ormai di “Leonormania”, ma non si tratta di un’isteria da celebrità. È piuttosto il segno di un bisogno collettivo di simboli stabili, soprattutto tra i giovani.
Molti ragazzi, cresciuti in un mondo frammentato, precario e accelerato, guardano alla monarchia non come a un residuo del passato, ma come a una narrazione lunga, che attraversa le generazioni. Leonor incarna proprio questo: la possibilità di un futuro che non cancella ciò che è stato, ma lo porta con sé.
La monarchia, quando funziona, non è spettacolo di potere. È ritmo lento, continuità, rappresentazione di un’unità che supera le divisioni politiche. In questo senso, la figura della principessa delle Asturie restituisce alla corona spagnola un volto credibile e umano.
Leonor non promette rivoluzioni, ma stabilità. Non incarna l’eccezione, ma la durata. E questo, paradossalmente, è diventato affascinante proprio per una generazione che vive nell’istantaneo e nel provvisorio.
Studio, disciplina, servizio, rispetto delle istituzioni: sono valori antichi, spesso liquidati come superati. Eppure, visti attraverso una giovane donna del nostro tempo, tornano a parlare.
Leonor non predica, non moralizza. Mostra. E mostrando, rende quei valori nuovamente desiderabili. È forse questo il segreto del suo magnetismo: dimostra che tradizione e modernità non sono nemiche, ma possono convivere senza caricature.
È ancora presto per sapere che tipo di regina sarà. Ma una cosa è chiara: Leonor è già diventata uno specchio nel quale la Spagna guarda se stessa, interrogandosi su identità, memoria e futuro.
In un’Europa dove molte monarchie sopravvivono faticosamente, la giovane principessa delle Asturie sembra indicare una via possibile: non rincorrere il presente, ma attraversarlo con dignità.
E forse è proprio questo che, oggi, affascina più di tutto.
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