Nel cuore antico di Napoli, tra vicoli che sussurrano storie e pietre intrise di memoria, giace un silenzio scolpito nel marmo: il Cristo Velato.
Non è solo una statua, ma un respiro sospeso nel tempo, un battito che si è fatto pietra.
Il suo volto, sereno e sofferente, racconta un amore che ha attraversato la morte. Il velo che lo copre, sottile come un sogno, pare tremare a ogni sguardo, come se potesse sollevarsi, come se fosse vivo. Non cela, ma rivela: le ferite, la pace, la resa totale di chi ha amato fino all’ultimo respiro.
C’è qualcosa di profondamente umano in quel marmo: la fragilità, la bellezza, la resa. Chiunque vi si avvicini ne resta incantato, colto da una strana emozione che ha il sapore delle cose eterne. Come se, davanti a quell’opera, ogni dolore trovasse voce e ogni amore, anche quello più nascosto, trovasse forma.
E forse è proprio questo il miracolo più grande: che una scultura del Settecento, scolpita da mani mortali, riesca ancora oggi a far battere i cuori.
Un evento che può definirsi senza ombra di dubbio storico, quello avvenuto lo scorso…
alcuni anni fa In questi giorni si parla dello scrittore Plinio Martini, autore de "Il fondo…
Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi. Superior stabat lupus, longeque inferior agnus.…
Roma, 9 gen. (Adnkronos) Nell'attacco russo a Leopoli sarebbe stato colpito "il più grande deposito…
All'interno di un organismo Il tessuto connettivo svolge diverse funzioni fondamentali agendo principalmente come "collante"…
Quando l’orrore dell’inquinamento diventa un monito per il futuro Nel deserto del Kuwait, per anni,…
This website uses cookies.