Educazione & scienza

HIC ET NUNC – Neuropsicologia delle decisioni in tempi di incertezza


Di Nicola Schulz Bizzozzero-Crivelli, curatore della rubrica Hic et Nunc che si occupa di psicologia, sanità e psicopatologia.

È in un’epoca segnata da instabilità globale, accelerazione tecnologica e sovraccarico informativo. La capacità di prendere decisioni, che un tempo era radicata in ritmi più lenti e contesti più stabili, si trova oggi sotto pressione costante. La neuropsicologia delle decisioni offre strumenti fondamentali per comprendere come il cervello reagisce all’incertezza, come lo stress e l’eccesso di stimoli influenzino le scelte – economiche, politiche e personali – e quali implicazioni emergano per il benessere e la psicologia collettiva.

Stress e vulnerabilità cognitiva

Nei momenti di incertezza, lo stress acuto e cronico altera profondamente il funzionamento cognitivo. L’attivazione dell’amigdala, l’area cerebrale deputata alla gestione delle emozioni e della paura, genera uno stato di allerta che comporta un aumento dei livelli di cortisolo. Questo meccanismo, pur adattivo in situazioni di pericolo immediato, compromette il funzionamento della corteccia prefrontale, sede delle funzioni esecutive superiori.

La neuropsicologia mostra che lo stress riduce la memoria di lavoro, limita la flessibilità cognitiva,
ostacola il problem solving razionale, favorisce risposte impulsive e scorciatoie decisionali. In condizioni di incertezza prolungata, il cervello tende a privilegiare reazioni rapide ed emotive, a scapito della riflessione ponderata.

Sovraccarico informativo e blocco decisionale

L’ambiente informativo contemporaneo impone un carico cognitivo superiore alla capacità umana di elaborazione. La cosiddetta “choice overload”, ovvero l’eccesso di alternative e dati, non migliora la qualità delle decisioni: al contrario, genera paralisi decisionale, aumento dell’ansia, e ricorso a strategie cognitive superficiali.

La persona esposta a troppe informazioni sviluppa maggiore insicurezza, timore di sbagliare e difficoltà nel distinguere ciò che è rilevante da ciò che è irrilevante. In termini neuropsicologici, questo si traduce in un sovraccarico della corteccia cingolata anteriore, coinvolta nella rilevazione dei conflitti decisionali.

I bias cognitivi: distorsioni in tempo di incertezza

Quando la realtà è ambigua, il cervello cerca scorciatoie e questo porta all’emergere di bias cognitivi, ovvero distorsioni sistematiche che alterano il giudizio. Ve ne sono alcune particolarmente rilevanti, come sottolinea Nicola Schulz.

Bias di conferma

È la tendenza a cercare e interpretare le informazioni in modo da confermare le convinzioni preesistenti, ignorando o svalutando dati contrari.

Effetto ancoraggio

La prima informazione ricevuta condiziona tutte le valutazioni successive, anche quando irrilevante.

Bias della negatività

Gli stimoli negativi hanno un impatto maggiore rispetto a quelli positivi, generando sovrastima del rischio.

Effetto gregge

In situazioni di incertezza, si tende a imitare il comportamento altrui per ridurre l’ansia e semplificare la scelta.

Questi meccanismi, pur essendo parte della fisiologia mentale, possono compromettere la qualità del processo decisionale, soprattutto se non riconosciuti.

Neuropsicologia delle decisioni economiche

Le scelte finanziarie in contesti incerti sono profondamente influenzate da fattori emotivi. Lo stress, in particolare, aumenta l’avversione al rischio, spinge verso la ricerca di guadagni immediati e accentua l’attenzione selettiva verso le notizie negative.

La neuropsicologia evidenzia come, sotto pressione, lo striato ventrale, coinvolto nella valutazione della ricompensa, e la corteccia prefrontale perdano efficienza, alterando la capacità di bilanciare costi e benefici in modo razionale.

Decisioni politiche e vulnerabilità emotiva

Anche le scelte politiche risentono dei meccanismi cerebrali legati all’incertezza. In tempi instabili aumenta la fiducia verso figure percepite come forti o rassicuranti, cresce la polarizzazione ideologica, le semplificazioni narrative diventano più persuasive e le fake news si diffondono più facilmente, attivando risposte emotive rapide.

La psicologia mostra che la paura riduce il pensiero critico e favorisce l’adesione a visioni dicotomiche, anche a discapito della complessità dei fatti.

Implicazioni personali: benessere, futuro e regolazione emotiva

A livello individuale, specifica Nicola Schulz, l’incertezza si traduce in procrastinazione, difficoltà di pianificazione e maggiore dipendenza emotiva dall’esterno. Il cervello tende a ridurre l’orizzonte temporale, preferendo scelte a breve termine e comportamenti conservativi.

La neuropsicologia delle decision aiuta a comprendere come l’instabilità influenzi anche l’equilibrio emotivo e l’autonomia, aumentando il bisogno di controllo e sicurezza.

Meccanismi cerebrali coinvolti

Il processo decisionale si costruisce nell’interazione tra diverse aree del cervello, in particolare la corteccia prefrontale, responsabile di logica, previsione, inibizione dell’impulso, l’amigdala, implicata in risposta emotiva, paura, reattività, la corteccia cingolata anteriore, legata al conflitto decisionale e l’insula, attiva nella percezione soggettiva del rischio.

Un eccesso di attivazione dell’amigdala e un indebolimento della corteccia prefrontale conducono a un prevalere delle scelte impulsive su quelle ponderate.

Strategie per decisioni più consapevoli

In un mondo ipercomplesso, la psicologia sottolinea che servono strategie cognitive per recuperare lucidità. Alcuni strumenti utili possono essere limitare l’esposizione a informazioni ridondanti o ansiogene, riconoscere i propri bias, allenando il pensiero critico, utilizzare strumenti di supporto oggettivo: liste, analisi costi-benefici, feedback, sviluppare la resilienza cognitiva e la flessibilità mentale e praticare pause, mindfulness e tecniche di regolazione emotiva per ridurre l’interferenza dello stress.

Verso una psicologia della complessità

Comprendere la neuropsicologia delle decisioni significa riconoscere che le scelte non sono mai solo razionali ma sono il risultato di un equilibrio dinamico tra corpo, emozioni, contesto e mente. In tempi di incertezza, la psicologia deve offrire strumenti non per semplificare la complessità, ma per attraversarla con maggiore consapevolezza.

Promuovere educazione decisionale, benessere emotivo e cultura della riflessione è oggi un compito cruciale secondo Nicola Schult, perché decidere non è mai solo scegliere: è costruire il proprio futuro.


Nicola Schulz Bizzozzero Crivelli fa parte del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Sezione di Psichiatria, dell’Università di Pisa, ed è laureando magistrale in Psicologia Clinica e Dinamica. È in possesso di una laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche, una laurea in Scienze del Turismo, una laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, nonché di un master in Criminologia.

È inoltre membro delle seguenti organizzazioni scientifiche e professionali: Associazione Italiana di Psicogeriatria (AIP), International College of Neuropsychopharmacology (CINP), International OCD Foundation di Boston (IOCD), European College of Neuropsychofarmacology (ECNP), American College of Neuropsychology (ACNP), International College of Obssessive Compulsive Spectrum Disorders (ICOCS), Society of Clinical Psychology – Division 12 dell’American Psychology Association (APA), Asian Association of Social Psychology (AASP), International Association of Applied Psychology (IAAP).

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