Proposto da Leonardo Raso
Il 21 gennaio 2026, a Verona, si terrà la conferenza Alba Aurea 2026, un evento che si propone di riflettere sul futuro dell’umanità, intrecciando temi di pensiero, scienza, società ed economia. Il titolo stesso evoca l’idea di un passaggio d’epoca, di una ricerca di rinnovamento che guarda a un “ritorno all’oro” non solo in senso materiale, ma simbolico e culturale.
Tra i relatori figura Gianmarco Landi, noto per il suo lavoro di analisi economica e geopolitica. Landi è un economista che da anni studia i sistemi macroeconomici globali, i rapporti di forza tra Stati, i meccanismi della finanza internazionale e le trasformazioni dell’ordine mondiale. Il suo approccio si colloca nel solco di una lettura critica della globalizzazione, attenta alle dinamiche di potere, alle catene del valore, al ruolo delle élite finanziarie e alle conseguenze economiche e sociali delle grandi scelte geopolitiche.
Nel panorama italiano, Landi si è distinto per la capacità di legare economia e geopolitica, mostrando come le crisi monetarie, le guerre, le sanzioni, le politiche energetiche e le trasformazioni tecnologiche non siano fenomeni isolati, ma parti di un unico sistema complesso. La sua presenza alla conferenza rappresenta dunque il versante più razionale e analitico dell’evento, offrendo strumenti per comprendere il contesto globale in cui si muovono individui, Stati e mercati.
Accanto a lui interverrà Alessandro Sieni, in un dialogo che promette di muoversi su piani diversi: dalla riflessione sul pensiero e sulle “onde” che influenzerebbero la coscienza umana, fino a una lettura simbolica e culturale del cambiamento in atto. L’evento sembra voler mettere in relazione dimensione interiore e dimensione sistemica, cioè il modo in cui le persone pensano e il modo in cui le strutture economiche e politiche si organizzano.
Alba Aurea 2026 si inserisce in quel filone di incontri che cercano di dare risposte a un sentimento diffuso di crisi e disorientamento, tipico di questa fase storica: inflazione, instabilità geopolitica, trasformazioni tecnologiche accelerate, perdita di fiducia nelle istituzioni. In questo contesto, la figura di Landi assume un ruolo particolare, perché riporta il discorso su dati, processi storici e modelli economici, evitando che la riflessione resti solo sul piano emotivo o simbolico.
Che si condividano o meno le cornici culturali e narrative dell’evento, la conferenza rappresenta un esempio di come oggi il dibattito pubblico tenda a mescolare economia, visioni del mondo e ricerca di senso, segno di un’epoca in cui le spiegazioni puramente tecniche non sembrano più sufficienti e cresce il bisogno di interpretazioni più ampie.
Verona diventa così, per una sera, uno spazio di confronto su futuro, potere e trasformazione, dove l’analisi macroeconomica di un economista come Gianmarco Landi si incrocia con letture più simboliche del presente. Un appuntamento che riflette, nel bene e nel male, le tensioni e le domande del nostro tempo.
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