Ue, progressi con la Cina per annullare i dazi su auto elettriche

L’amministrazione Biden nel 2024 ha significativamente aumentato i dazi sulle auto elettriche cinesi, portandoli al 100% (dal 27,5% al 102,5%) , con l’obiettivo di proteggere l’industria automobilistica americana da pratiche commerciali sleali e dalla concorrenza di veicoli a basso costo anche grazie ad una politica energetica che fa ampio uso di carbone.Inoltre vengono inclusi anche dazi su semiconduttori, batterie e altri prodotti strategici. 

Queste misure, sono parte di una strategia più ampia che mirava  a spingere la produzione domestica e contrastare il dominio cinese e confermata con maggiore forza dalla attuale  amministrazione statunitense  Trump .

Viceversa,
l’Unione Europea sta adottando una politica in perfetta  antitesi  da quella statunitense, e quindi con obiettivi  e risultati  che gia’ ora si dimostrano diametralmente opposti.

Nello specifico in condiderazione della decisione di Volkswagen  di traferire ( di fatto una delocalizzazione produttiva) la produzione dei propri veicoli elettrici in Cina utiluzzando l’intera  filiera locale, dal software ai componenti .

L’obbiettivo dichiarato e’ quello di rendere l’azienda maggiormente  competitiva nel mercato non solo cinese , in quanto  questi modelli specifici  concepiti e costruiti interamente in Cina,  saranno destinati anche all’esportazione, con una potenziale riduzione dei costi fino al 50%. Quindi , la libera iniziativa della casa di Wolfsburg viene sostenuta  da una compiacente  politica della stessa Commissione Europea la quale , invece di tutelare la complessa  filiera dell’automotive europea , e con essa  tutti i milioni ( 13) di lavoratori in occupati, si adopera per trovare un accordo con la Cina finalizzato all’AZZERAMENTO DEI DAZi  ora al 25% ( dato medio) applicato ora alle auto elettriche Made in  China (1/4 rispetto a quelli statunitensi ) . In piu’ ora , solo ed esclusivamente per appoggiare la politica di delocalizzazione adottata  dalla VW , si intendono addirittura abolirli  favorendo ulteriormente  la produzione cinese , già ampiamente graziata con  dazi molto inferiori rispetto a quelli statunitensi .

Emerge evidente ,quindi , come risultino diverse le  strategie adottate sulle due sponde dell’Oceano Pacifico. Quella della amministrazione  Biden  decisanente  rafforzata  dall’attuale amministrazione Trump  , dimostra  come l’obiettivo sia quello di tutelare l’economia e le produzioni statunitensi e conseguentente il livello occupazionale . Viceversa l’ Unione Europea  continua nel perseguimento  della suo folle obiettivo rappresentato dalla  decarbonizzazione della produzione in pieno delirio GreenDeal. Anche cosi’ si conferma  la sua parzialità adottando una politica finalizzata solo ed esclusivamente a favorire, nello specifico un  gruppo tedesco proprio in ragione della sua delocalizzazione in Cina delle produzioni automobilistiche.Contemporaneamenteanche il perseguimento dell’obiettivo ideologico , azzera  ogni tutela all’economia europea ed  alle Industrie e di conseguenza tutti i livelli occupazionali .

Nei fatti , quindi , l’istituzione Europea tradisce doppiamente  il proprio mandato istitutivo .In quanto operando  in modo cosi’ parziale , innanzittutto  dimostra di avere  dimenticato gli obiettivi comuni (*) , in piu’ ,solo con l’obbiettivo di   favorire  un singolo gruppo industriale di una precisa nazione,  si danneggia  l’intero sistema economico europeo attraverso la volontà di azzerare i gia’ minimi  dazi imposti alle auto cinesi .

Questa è l’ennesima certificazione , ultima ma non meno importante , di come l’Istituzione Europea rappresenti, all’interno di un contesto internazionale problematico , la prima motivazione  della mancata  crescita delle economie europee : basti pensare che nell’ultimo trimestre gli Stati Uniti sono cresciuti del +4,3% mentre la crescita attesa per l’Unione Europea rimane del +1,3% .

Basterebbe il semplice confronto tra i tassi di crescita delle economie mondiali e quella europea per comprendere la totale ed assoluta inadeguatezza della istituzione Europea . Come logica conseguenza emerge evidente  il tradimento della  istituzione europea ,  la quale continua a  perseguire  un fine ideologico ( GreenDeal) ,  mentre tutti gli altri stati cercano di mantenere e sviluppare i propri asset produttivi nazionali anche per salvaguardare  i propri livelli occupazionali . Non occuparsi della salvaguardia del lavoro  significa tradire tutti i cittadini europei .

Francesco Pontelli

(*) tutela del sistema industriale Europeo e dell’occupazione ad esso collegata 

Relatore

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