Cultura

Ludwig II di Baviera, monarca folle

Nacque in una bella sera d’estate, il 25 agosto 1845, nel castello di Nymphenburg, vicino a Monaco, sotto il cielo terso della Baviera. Era Ludwig, figlio di Massimiliano II, destinato al trono di un piccolo regno tedesco, ma con un’anima troppo grande per contenerla in confini terreni. Fin da giovane mostrò un temperamento malinconico, un amore sconfinato per l’arte, la musica e la bellezza. Mentre altri principi si dedicavano alla politica e alla guerra, Ludwig si rifugiava tra i versi di Wagner e i sogni cavallereschi del Medioevo.

A soli diciotto anni, nel 1864, salì al trono. Il popolo lo accolse come un principe romantico, bello, riservato e misterioso — quasi un personaggio uscito da una leggenda. Ma la realtà del governo lo trovò impreparato: Ludwig era un sognatore, non un amministratore. Mentre i ministri parlavano di alleanze e bilanci, lui sognava castelli che toccassero il cielo e melodie che potessero raccontare l’infinito.

Fu allora che conobbe Richard Wagner, il compositore visionario che divenne il suo idolo e il suo tormento. Ludwig lo venerava come un profeta dell’arte, lo sostenne economicamente, gli costruì teatri e lo protesse dai debiti. Ma questa devozione suscitò scandalo e sospetti a corte. Quando Wagner cadde in disgrazia, il re si chiuse sempre più in se stesso, trasformando la Baviera in un regno di sogni e pietra.

Così nacquero Neuschwanstein, Linderhof, Herrenchiemsee — castelli fiabeschi costruiti come rifugi dal mondo. In essi Ludwig poteva essere ciò che desiderava: un re di un regno ideale, abitato solo da musica, luce e solitudine. Ma le spese smisurate svuotarono le casse dello Stato, e i ministri cominciarono a temerlo e a giudicarlo folle.

Nel giugno del 1886, con un atto freddo e burocratico, fu dichiarato incapace di regnare. Medici e politici lo tradirono in nome della “ragione”. Lo condussero al castello di Berg, prigioniero, sorvegliato, lontano dai suoi sogni.

Due giorni dopo, il 13 giugno, il re uscì per una passeggiata sul lago di Starnberg, insieme al dottor Bernhard von Gudden, il medico che lo aveva dichiarato folle. Al tramonto, non tornarono più. Quando li trovarono, i due corpi galleggiavano nelle acque scure del lago.
Ancora oggi non si sa cosa accadde: fu suicidio, omicidio, o un tragico tentativo di fuga finito male? Nessuno poté dirlo con certezza.

Aveva solo quarant’anni.

E così morì Ludwig II di Baviera — non come un re sconfitto, ma come un sognatore tradito dalla realtà.
Il popolo, che lo aveva deriso, pianse la sua morte e lo trasformò in leggenda. I suoi castelli, nati da un cuore tormentato, sopravvissero come monumenti alla bellezza inutile e necessaria del sogno.
Perché Ludwig non regnò davvero sulla Baviera — regnò, piuttosto, sull’immaginazione del mondo.

Relatore

Recent Posts

Julius Evola novello lucifero : il giudizio cattolico del 1928

Liliane Tami, filosofa - che conobbe Renato del Ponte La chiesa è come un pastore:…

18 ore ago

La nuova democrazia dalla Svizzera al Galles .

Il nuovo modello istituzionale ,  tra autonomia e democrazia diretta , ha trovato nella Svizzera…

19 ore ago

Villa Reale di Monza, per rivivere l’ottocento Asburgico, Napoleonico e Umbertino

Ci accoglie la guida turistica abilitata Laura Fumagalli, che con grazia e dinamicità, ci coinvolge…

1 giorno ago

Miracolo in Iran: perché migliaia di musulmani vedono Gesù in sogno

L’Iran è oggi uno dei luoghi più ostili al mondo per chi si converte al…

3 giorni ago

L’SVR accusa il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli di essere un agente NATO? Geopolitica e religione: lo scontro tra Mosca e Costantinopoli oltre la fede

Negli ultimi giorni ha iniziato a circolare sui social un post che riprende presunte dichiarazioni…

3 giorni ago

Jordan Bardella, del Rassemblement National e la principessa Carolina di Borbone. Il gossip … che non c’è

Potrebbero non essere una coppia, e forse non lo saranno mai. Eppure Jordan Bardella e…

3 giorni ago

This website uses cookies.