Politica

Groenlandia contro Trump: divieto d’ingresso ai suoi eredi per oltre 100 anni. Quando la geopolitica diventa gesto simbolico

Il confronto politico sull’Artico ha assunto contorni tanto inediti quanto altamente simbolici. Il parlamento della Groenlandia, l’Inatsisartut, ha infatti discusso una proposta di legge senza precedenti, rivolta in modo diretto e plateale contro il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il testo prevede di dichiarare Trump persona non grata sull’isola, estendendo il divieto – in maniera volutamente provocatoria – a tutti i suoi discendenti per cento generazioni.

Un gesto che, al di là della sua concreta applicabilità giuridica, segna un punto di rottura netto nei rapporti tra Nuuk e Washington. La proposta nasce come risposta alla clamorosa indiscrezione, poi più volte ribadita, di una possibile acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti, valutata attorno ai 700 miliardi di dollari, e alle successive pressioni strategiche e militari esercitate dagli ambienti statunitensi sull’area artica.

Il primo ministro groenlandese Múte B. Egede ha definito l’iniziativa un vero e proprio “rifiuto eterno”: non solo dell’offerta americana, ma dell’idea stessa che una terra, una cultura e un popolo possano essere trattati come una merce negoziabile sul mercato delle grandi potenze. In questo senso, la legge assume il valore di una dichiarazione identitaria prima ancora che politica: la Groenlandia non è in vendita, oggi né domani.

È vero: dal punto di vista del diritto internazionale, un provvedimento che colpisca i “discendenti” di una persona non ha alcuna validità reale. Ma il suo peso simbolico è enorme. Estendendo il bando lungo una linea dinastica immaginaria, il parlamento groenlandese chiude deliberatamente la porta a qualsiasi futura trattativa che riproponga la stessa logica di dominio, indipendentemente da chi occupi in futuro lo Studio Ovale.

Il contesto rende il gesto ancora più significativo. Nelle stesse settimane, truppe europee provenienti da Francia, Germania e Norvegia hanno iniziato a rafforzare la presenza militare nell’area, contribuendo a mutare gli equilibri strategici e incoraggiando i leader locali ad assumere una linea più assertiva. L’Artico, da periferia glaciale del mondo, è diventato uno dei nuovi epicentri della competizione globale.

In questo scenario, il messaggio lanciato da Nuuk è chiaro: il progetto americano noto come “Golden Dome”, simbolo di una visione espansionistica e securitaria dell’Artico, non troverà spazio sulla grande isola artica. Non oggi, non domani, e – simbolicamente – non per le prossime cento generazioni.

La Groenlandia sceglie così di rispondere alla forza con il linguaggio della politica simbolica, trasformando una provocazione economica in un atto di autodeterminazione culturale. Un gesto che difficilmente cambierà da solo gli equilibri globali, ma che segna un passaggio importante: anche ai margini del mondo, le piccole nazioni rivendicano il diritto di dire no alle logiche imperiali del XXI secolo.

Relatore

Recent Posts

Il 30 maggio 1431 morì Giovanna d’Arco, la fanciulla che salvò la Francia in nome di Dio

Accadde 593 anni fa Nell’inverno del 1455 un’anziana pellegri­na giunse a Roma per domandare udienza…

4 ore ago

Nel giorno dell’Ascensione | la congiura dei Pazzi

Nel giorno dell’Ascensione, che nel 1478 cadeva il 26 aprile, durante la messa a Santa…

8 ore ago

Con l’Africanizzazione della Storia, non state esagerando?

lungi dal razzismo, che condanniamo aspramente, quest'articolo vuole essere una riflessione sulla deriva a-storica e…

10 ore ago

L’antisemitismo di sinistra: il libro scomodo di Nora Bussigny. Les nouveaux antisémites

Per un anno Nora Bussigny, giornalista francese non ebrea, ha scelto di attraversare una linea…

19 ore ago

Unici, creativi, emotivi. Tre serate per interrogarsi sulla responsabilità genitoriale di ragazzi neurodivergenti

I genitori sanno supportare i bambini con un cervello speciale? È solo loro compito supportarli…

19 ore ago

Apologetica: il corso di un ex esorcista. L’importanza di difendere la dottrina cattolica

In un tempo segnato da confusione dottrinale, relativismo e perdita del senso del vero, iniziative…

20 ore ago

This website uses cookies.