I genitori sanno supportare i bambini con un cervello speciale? È solo loro compito supportarli o anche noi come società possiamo essere loro di supporto? L’evento di Nadinka Balmelli per rifletterci
Li definisce “bambini speciali”, ai quali serve valorizzazione e non giudizio per le loro peculiarità, accompagnamento e non autorità affinché capiscano come muoversi in sincrono col loro cervello. Vede nella loro creatività e nella loro genialità un’opportunità per l’intera società e per un futuro di apertura e inclusione scolastica e sociale. Loro sono i bambini e i ragazzi neurodivergenti, ai quali Nadinka Balmelli sta dedicando ed ha dedicato gli ultimi 30 anni. Consapevole dell’importanza della tematica, ha organizzato un evento in tre serate all’hotel Coronado di Mendrisio.
L’obiettivo della Consulente Relazionale, che ama definirsi fieramente ADHD, è quello di far riflettere su qual è attualmente il ruolo delle famiglie nella valorizzazione di chi pensa, percepisce, memorizza in un altro modo. Cosa vuol dire vederli realmente nella loro unicità, sfruttandola a loro favore?
Nel suo “Squola per genitori” desidera portare in tre serate degli spunti di riflessione proprio per le mamme e i papà a partire da tre tematiche particolarmente importanti e attuali: il rapporto con la scuola, quello con la tecnologia e la reazione alla diagnosi, partendo dalla responsabilità genitoriale.
Le emozioni sono il fulcro dell’evento e dell’intero metodo di accompagnamento di Nadinka Balmelli. La grande domanda che fa da filo rosso è “siamo pronti all’espressione emotiva di bambini che funzionano in modo differente?”
La scuola fatica, perché davanti a un esponenziale aumento di Diagnosi, non sa come includere realmente questi ragazzi. Ha numerose risorse eppure fatica nella gestione e nella valorizzazione di bambini neurodivergenti che necessitano di Tempo, Autorevolezza, Autenticità. Per Nadinka il vero cambio di paradigma è richiesto in primis alle famiglie alle quali spetta imparare ad allearsi con la scuola e creare Rete al fine che questi ragazzi si sentano contenuti e accompagnati nella crescita. Serve la consapevolezza di un funzionamento diverso, che va a toccare le funzioni esecutive ma anche e soprattutto l’intensità e la regolazione delle emozioni, che non può essere gestito con un comportamento genitoriale tipico. È dunque necessario trasformare le regole tradizionali ed abbracciare metodologie funzionali al cervello neurodivergente, sfruttandone le peculiarità uniche, nel rispetto dell’individualità di ogni bambino a prescindere dal suo modo di funzionare.
A suo avviso, infatti, includere non vuol dire differenziare ma trovare il modo di far danzare modalità differenti. Lancia una idea: “Le tecniche di apprendimento pensate per neurodivergenti sono efficaci per tutti quindi perché non consentire alla scuola di poterne usufruire senza diversificazione così da non far sentire Diverso nessuno, mettendo a disposizione di tutti i vari supporti di cui la scuola dispone?”
Le tre serate
Rapporti scuola – genitori – Nel corso della prima serata, martedì 27 gennaio porterà l’attenzione sull’attitudine che deve essere presente nel rapporto tra docenti, personale scolastico e una famiglia che solitamente vive una situazione di fatica e rischia di sentirsi giudicata e appesantita dai confronti genitori / docenti.
L’intenzione è scardinare una percezione di giudizio da parte di madri e padri cui vengono fatti notare dei segnali di funzionamento diversi dei loro figli, per andare verso un’alleanza costruttiva con apertura e collaborazione.
Con il direttore della scuola media di Mendrisio, Francesco Doninelli, discuterà degli scogli incontrati dalla scuola nel porsi con famiglie di bambini e ragazzi neurodivergenti e proporrà strategie di collaborazione.
Tecnologia – Alcuni giorni dopo, il 3 febbraio, la spinosa tematica sarà quella dell’uso dei social media e dell’intelligenza artificiale e, ancora una volta, del ruolo genitoriale. “Chi dà i dispositivi ai ragazzi, perché non si è in grado di dire di no e di gestire la frustrazione che scaturisce da un no?” (peraltro accentuata nel caso di cervelli neurodivergenti dove vi è una difficoltà nella regolazione delle emozioni), si chiede la professionista.
Ospite sarà Alessandro Trivilini, esperto di sicurezza informatica, nuove tecnologie e investigazioni digitali, per sensibilizzare sui meccanismi delle moderne tecnologie e sul loro impatto sul cervello.
Noia, Iperattività, Ansia nei bambini ADHD – Con Marco Zambotti, medico specialista in psichiatria e psicoterapia per l’infanzia e l’adolescenza, il 12 febbraio si tireranno le fila, sollecitando a non vivere una diagnosi di neurodivergenza come una possibile condanna, bensì come un’etichetta di che cosa contiene il bambino e come funziona al fine di permettergli di trarne il meglio!
Le tre serate si svolgeranno all’Hotel Coronado di Mendrisio, col costo di 50 franchi a serata. Per Nadinka sono l’inizio di un progetto più ampio, una formazione giornaliera bimestrale rivolta a genitori, insegnanti per portare loro consapevolezza del funzionamento, tecniche e strategie concrete per la gestione dei ragazzi neurodivergenti, nello specifico con funzionamento ADHD, che Nadinka ha acquisito sul “campo” attraverso la crescita dei suoi 4 figli neurodivergenti come Lei.
Chi parteciperà all’intero evento avrà diritto a uno sconto sulla prima giornata del percorso formativo che è in agenda per Fine Marzo 2026 sempre all’Hotel Coronado di Mendrisio.
Dato che lo scopo è quello di fare in modo che a più persone venga mostrata l’opportunità che questi funzionamenti riservano invita docenti e famiglie ad unirsi in gruppo poiché 5 persone pagheranno a serata 100 franchi (versamento tramite IBAN e mail con nomi degli iscritti)
Il moderatore sarà il medico e ricercatore indipendente Roberto Ostinelli.
Per informazioni e iscrizioni: nadinkaconsulenze@protonmail.com
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