La storia dell’amicizia tra George, Principe di Galles (poi re Giorgio IV del Regno Unito) e Beau Brummell è una vicenda affascinante che intreccia eleganza, mondanità, ambizione sociale e, infine, rovina. Di seguito una sintesi chiara della loro relazione e della triste fine di Brummell.
All’inizio del XIX secolo, George, Principe di Galles, era noto per il suo stile di vita sontuoso, l’amore per la moda, il gioco d’azzardo e i piaceri mondani. In questo ambiente raffinato e superficiale fece la sua comparsa George “Beau” Brummell (1778–1840), un giovane di classe media, figlio di un segretario personale di lord North (ex Primo Ministro), dotato però di straordinario carisma, intelligenza, spirito tagliente e un impeccabile senso dello stile.
Brummell divenne celebre non per ricchezze o titoli, ma per il suo stile rivoluzionario nel vestire: sobrietà elegante, abiti perfettamente tagliati, camicie candidamente inamidate e un’insistenza maniacale sull’igiene personale (cosa allora rara). Il Principe di Galles ne rimase affascinato: Brummell incarnava l’ideale dell’”uomo di gusto” e lo accolse nella sua cerchia ristretta.
Per anni, Brummell fu l’arbitro incontrastato della moda maschile a Londra. La sua opinione determinava il successo sociale. Frequentava i club esclusivi come White’s e Watier’s, e fu una delle figure centrali del “Regency set” (la gioventù dorata dell’epoca). La sua influenza arrivò a un punto tale che anche il Principe seguiva i suoi consigli di stile.
La loro amicizia, però, non era tra pari: Brummell, pur trattando il Principe con un’ironia insolente, era pur sempre un comune mortale, senza né titoli né terre. Ma proprio questa sua audacia contribuì al fascino che esercitava sulla società.
Col tempo, il Principe si stancò dell’impertinenza di Brummell, che non faceva alcun sforzo per mostrargli deferenza. La rottura definitiva avvenne intorno al 1813, durante un ballo a cui il Principe si presentò ignorando deliberatamente Brummell. Quest’ultimo, risentito, lo schernì pubblicamente con la celebre frase rivolta a un amico:
“Chi è quel grassone vestito di blu?“
L’umiliazione pubblica fu troppo per il futuro re, e Brummell cadde in disgrazia. Da quel momento in poi, fu escluso dai circoli influenti.
Senza l’appoggio del Principe e vivendo oltre le sue possibilità, Brummell affondò nei debiti. Nel 1816, per sfuggire ai creditori, fuggì a Calais, in Francia. Qui visse in esilio, inizialmente mantenendo un certo stile di vita grazie all’aiuto di amici. Ma col tempo, l’interesse per lui svanì.
Negli anni ’30, ridotto in miseria e mentalmente instabile, Brummell fu rinchiuso in un manicomio a Caen. Morì nel 1840, solo, dimenticato e povero, un destino amaramente ironico per l’uomo che aveva dettato legge in fatto di eleganza.
Nonostante la sua fine tragica, Beau Brummell è oggi ricordato come il padre del dandismo e il precursore dell’abito moderno da uomo. La sua influenza si estende ben oltre il suo tempo: fu il primo a proporre l’eleganza nella sobrietà, rivoluzionando il modo in cui gli uomini si vestivano in Europa.La storia dell’amicizia tra George, Principe di Galles (poi re Giorgio IV del Regno Unito) e Beau Brummell è una vicenda affascinante che intreccia eleganza, mondanità, ambizione sociale e, infine, rovina. Di seguito una sintesi chiara della loro relazione e della triste fine di Brummell.
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