Nella bruma delle antiche leggende irlandesi, dove il confine tra mito e fede è sottile, vi la storia affascinante e dimenticata di Liban, detta anche Muirgen: la santa sirena del cristianesimo celtico.
Il suo nome, Lí Ban, significa “bellezza delle donne”, e già questo rivela quanto la sua figura appartenesse a un mondo arcaico, poetico e sacro insieme. Liban era una giovane donna della stirpe di Eochaid mac Mairidh, figlia di una nobiltà leggendaria. La sua vicenda è legata alla nascita del grande lago irlandese Lough Neagh, che secondo la tradizione si formò quando una sorgente esplose sotto la sua casa, sommergendo la terra e inghiottendo la sua famiglia.
Solo Liban sopravvisse. Rimase per un anno in una camera sommersa sotto le acque, accompagnata dal suo piccolo cane. La ragazza, disperata, chiese aiuto alla Dea Dana, che la trasformò in sirena e la rese immortale. Il suo cane, invece, venne mutato in una lontra.
Così iniziò la sua lunga esistenza errante tra laghi e mari, durata secondo la leggenda trecento anni.
In questa prima fase della sua storia, Liban appartiene pienamente al mondo pagano celtico. Liban è dunque una creatura liminale: non più umana, in parte bestiale, non ancora santa; sospesa tra natura, incanto e solitudine. Il suo canto era così dolce da sembrare angelico, eppure la sua condizione era quella di un’esiliata, mezza donna mezza salmone, condannata a vagare senza patria né destino.
Il passaggio decisivo avviene nel VI secolo, quando la sirena viene avvistata da una barca inviata da san Comgall di Bangor, uno dei grandi santi fondatori del monachesimo irlandese. Liban promette di incontrarli dopo un anno in una baia chiamata Inbhear nOllarbha, l’odierna Larne Lough. Qui viene catturata in una rete da pesca, non come un animale, ma come un essere che ha scelto di farsi trovare.
GLi uomini che l’avevano trovata non capivano se avesse un’anima o meno, perciò chiamarono un sacerdote, che le propone di convertirsi e battezzarsi in Cristo, guadagnando l’anima, anche a costo di morire e perdere il corpo pesciforme.
Ed è qui che avviene la svolta più sorprendente: La sirena chiede il Battesimo.
Riceve il nome cristiano di Muirgen, che significa “nata dal mare”. Nel momento stesso in cui riceve l’acqua battesimale, muore. Rinuncia ad altri trecento anni di vita che ancora le restavano per ottenere ciò che il mondo pagano non poteva offrirle: un’anima salvata. La sirena diventa santa.
Il suo corpo è conteso tra monasteri, ma la tradizione racconta che due buoi, guidati dalla volontà divina, la conducono al monastero di Tech Dabeoc, dove viene sepolta. Entra così nelle genealogie dei santi irlandesi come Santa Muirgen, con festa liturgica il 27 gennaio.
La sua storia non è una semplice leggenda folkloristica: è un potente simbolo della transizione spirituale dell’Irlanda, dal mondo celtico al cristianesimo. Liban rappresenta l’anima antica dell’isola che, senza rinnegare la propria origine, sceglie una nuova luce. La sirena non viene distrutta, ma trasfigurata. La creatura mitologica non viene condannata, ma redenta.
Liliane Tami
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