Nel 2016 il World Economic Forum di Davos pubblicò un video e un documento diventati celebri per una frase destinata a far discutere: “You will own nothing and you will be happy” – “Non possiederai nulla e sarai felice”.
L’espressione, attribuita a una previsione della danese Ida Auken, venne presentata come uno scenario possibile di una società futura fondata sulla condivisione totale dei beni, sulla digitalizzazione e sulla sostenibilità.
Da allora, quella formula è diventata il simbolo di una visione del mondo in cui la proprietà privata viene progressivamente sostituita dall’accesso controllato: non compri più un’auto, la condividi; non possiedi una casa, affitti un modulo; non scegli, segui un sistema.
A questo scenario si è aggiunto negli ultimi anni il ruolo crescente dei grandi attori finanziari globali. Tra questi spicca BlackRock, il più grande gestore di capitali al mondo, con migliaia di miliardi di dollari in asset amministrati. Il suo amministratore delegato, Larry Fink, è oggi una delle figure più influenti nei processi decisionali legati a clima, investimenti e politiche ESG (Environmental, Social, Governance).
Non si tratta di teorie oscure, ma di dati pubblici: Larry Fink è entrato nei vertici del World Economic Forum come co-presidente, e BlackRock esercita un’enorme influenza sulle scelte economiche globali. Quando un singolo uomo gestisce capitali superiori al PIL di molte nazioni, la questione non è più solo economica, ma politica e antropologica.
Il problema non è la sostenibilità in sé, né la cooperazione internazionale. Il problema nasce quando la transizione ecologica e digitale si accompagna a una riduzione dell’autonomia individuale. La proprietà privata, nella storia europea, è sempre stata una garanzia di libertà: chi possiede qualcosa può resistere al potere, chi non possiede nulla dipende totalmente dal sistema.
In una società in cui tutto è affittato, condiviso, regolato da piattaforme digitali, l’individuo non è più cittadino ma utente. Ogni comportamento può essere tracciato, ogni consumo indirizzato, ogni dissenso penalizzato. La libertà non viene abolita con la forza: viene trasformata in concessione temporanea.
Il linguaggio utilizzato da Davos è quello del progresso: “smart cities”, “transizione verde”, “equità”, “inclusione”. Ma dietro queste parole si nasconde una concentrazione crescente di potere nelle mani di poche élite finanziarie e tecnologiche. È la stessa logica che già dopo Bretton Woods aveva spostato il controllo monetario dalle nazioni ai grandi centri finanziari internazionali. Le colonie non sono scomparse: hanno solo cambiato forma.
Quando Larry Fink dichiara che i flussi di capitale devono “guidare il comportamento” delle imprese e delle società, emerge un punto decisivo: il potere non si esercita più solo con le leggi, ma con gli investimenti. Chi non si adegua resta fuori dal mercato, fuori dal credito, fuori dal futuro.
La frase “non avrai nulla e sarai felice” rivela così la sua vera natura: non una promessa di felicità, ma un progetto di adattamento dell’essere umano a un sistema globale centralizzato. Un uomo senza proprietà è un uomo senza radici. Una famiglia senza casa è una famiglia senza stabilità. Una società senza autonomia è una società fragile.
Il rischio non è una dittatura classica, ma una dittatura morbida: fatta di servizi, comodità, incentivi e penalizzazioni digitali. Non servono più catene, basta la disconnessione. Non servono più censure, basta la perdita di accesso.
Il vero nodo è morale: vogliamo una civiltà fondata su persone libere o su individui dipendenti? Vogliamo cittadini o clienti permanenti? Vogliamo progresso con dignità o efficienza senza libertà?
Criticare questo modello non significa rifiutare la tecnologia o la cooperazione internazionale. Significa difendere un principio elementare: senza autonomia economica, non esiste libertà politica. Senza libertà, non esiste vera felicità.
Perché una felicità programmata dall’alto non è felicità. È solo una forma elegante di controllo.
L'Unione Europea conferma la chiusura alle impostazioni di gas russo dal 2027 e contemporaneamente intende…
di Fiorenzo Briccola "Il CEO di OpenAI ha riconosciuto, in un raro momento di autocritica,…
La città eterna non era mai apparsa così lucida, così lucidata. Per giorni, squadre di…
Koning Leopold III achter zijn bureau in het paleis te Laken*1934 La vita di Leopoldo…
Un team dell'Istituto andaluso del patrimonio storico in collaborazione con l'università di Siviglia avrebbe individuato…
Negli ultimi mesi la Turchia ha assunto posizioni sempre più esplicite in difesa del regime…
This website uses cookies.