Estero

Jeffrey Epstein, che si millantava uomo dei rothchild e giocava fingendosi agente del Mossad: megalomania, narcisismo e il gioco pericoloso del potere. Ecco i files originali

Dipartimento di Giustizia | Homepage | Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti

clicca qui sopra per accedere al sito del dipartimento di Giustizia coi files originali!

Più che un burattino nelle mani dei potenti, Jeffrey Epstein sembra essere stato l’architetto di un personaggio accuratamente costruito: quello dell’uomo che “sapeva tutto”, che frequentava tutti, che lasciava intendere di essere protetto da forze invisibili – dai grandi banchieri ai servizi segreti – senza mai dimostrarlo davvero. Nelle sue mail dice di essere ” un uomo dei rothchild”: in realtà lo scrive solo per manipolare.

Un’illusione coltivata con metodo. Epstein amava che si credesse che fosse vicino ai Rothschild, che fosse collegato al Mossad, che fosse intoccabile. Non tanto perché lo fosse realmente, quanto perché questo alimentava la sua aura di onnipotenza. La sua vera arma non era un progetto politico, ma una psicologia perversa fondata su megalomania, narcisismo ed edonismo.

Il potere come palcoscenico

Epstein non agiva come un agente ideologico, ma come un regista di se stesso. Le sue ville, i suoi jet privati, la sua isola, le frequentazioni con scienziati, miliardari e politici non erano strumenti di una strategia geopolitica, bensì scenografie di un teatro narcisistico.

Il suo piacere non stava solo nel possesso materiale, ma nella sensazione di dominare simbolicamente chi lo circondava. Invitare potenti nella sua rete significava poter dire, anche solo a se stesso: io li ho avuti qui. Il potere diventava una forma di seduzione.

Non cercava di cambiare il mondo, ma di controllare una piccola porzione di esso, fatta di segreti, ambiguità e complicità.

L’edonista che usava i potenti

Epstein non appare come un uomo con un disegno politico coerente, ma come un edonista che sfruttava la debolezza altrui per rafforzare la propria immagine. Più che essere manovrato, manovrava le percezioni.

La sua presunta vicinanza a grandi famiglie finanziarie e apparati di intelligence funzionava come una leggenda urbana da lui stesso alimentata. In questo senso, Epstein fu più un mitomane che una pedina: costruì un’identità da “uomo che non si può toccare”, perché questo gli garantiva immunità sociale.

La psicologia che emerge è quella del narcisismo patologico: bisogno costante di sentirsi al centro, di apparire indispensabile, di dominare le relazioni attraverso il mistero e la paura.

Nessuna alleanza con Trump

Contrariamente a quanto spesso suggerito nelle teorie cospirative, Epstein non era in sintonia con Donald Trump. I rapporti tra i due furono tesi e si interruppero anni prima dello scandalo finale. Fonti giornalistiche indicano una rottura netta, legata anche a questioni personali e di ambiente sociale.

Epstein non era l’uomo di un campo politico preciso. Il suo vero partito era se stesso.

Più psicologia che complotto

Ridurre Epstein a un agente di poteri occulti significa forse attribuirgli una grandezza che non aveva. La sua storia è meno quella di una cospirazione globale e più quella di una degenerazione individuale del potere.

Un uomo che godeva nel far credere di essere protetto da forze immense.
Un uomo che usava il linguaggio del segreto per alimentare il proprio mito.
Un uomo che scambiava l’influenza per invincibilità.

La sua caduta dimostra che non era un emissario di imperi invisibili, ma un individuo che aveva confuso il proprio gioco di dominio con una missione superiore.

Jeffrey Epstein non fu il grande burattinaio della storia, ma un megalomane che si travestì da burattino del potere per diventare re del proprio teatro perverso personale. A volte flirtando col Mossad, altre volte facendosi bello usando i nomi di famiglie potenti, come appunto i Rothchild. Il suo vero progetto non era politico, ma psicologico: sentirsi al centro del mondo, anche a costo di distruggerlo.

E forse è proprio questo l’aspetto più inquietante della sua vicenda: non un complotto, ma la dimostrazione di quanto il narcisismo, quando incontra il denaro e l’impunità, possa trasformarsi in una tragedia.

Relatore

Recent Posts

Hillary e Bill Clinton testimonieranno contro Epstein

Un avvocato dei Clinton ha dichiarato che la coppia ha accettato di testimoniare davanti alla…

40 minuti ago

Marozia: la signora di Roma

Nel cuore del X secolo, quando Roma era più un mosaico di torri fortificate e…

5 ore ago

Da Costantinopoli a Ravenna | Cultura, Guerre e Conquiste nell’epopea di Giustiniano

Un viaggio a ritroso nel tempo, per rievocare le origini e i costumi della Costantinopoli…

20 ore ago

Il Cattolicesimo non esiste più (!!) : è una religione estinta come il Paganesimo

7 ottobre, Nostra Signora della Vittoria. Ovvero: apparizione della Madonna a Papa Pio V per…

21 ore ago

Moltbook, il social network delle AI… con la religione digitale Crustafarianista

Per la prima volta un social non è pensato per gli esseri umani. Si chiama Moltbook e…

24 ore ago

Corso di dizione – per ministri lettori

E'attivo un nuovo corso di dizione per chi deve declamare le Sacre Scritture presso la…

1 giorno ago

This website uses cookies.