Focus

Marozia: la signora di Roma

Nel cuore del X secolo, quando Roma era più un mosaico di torri fortificate e ambizioni familiari che la culla serena della cristianità, nacque Marozia — figlia di Teofilatto, potente conte di Tuscolo, e di Teodora, donna di straordinaria influenza nella Roma papale. Da bambina, Marozia crebbe tra le ombre dei palazzi sul Palatino e i sussurri dei concili segreti in Laterano. Imparò presto che il potere, in quella Roma confusa e febbrile, era più forte della pietà, e che il sangue e la fede potevano intrecciarsi in una trama crudele.

Giovane e bella, fu data in moglie a Alberico I di Spoleto, duca di stirpe longobarda. Il matrimonio sancì l’alleanza tra due casate in lotta per il controllo della città e del papato. Da quell’unione nacque Alberico II, destinato a diventare a sua volta padrone di Roma. Ma la vita di Marozia fu tutto fuorché quieta: tra intrighi di corte, congiure e amori, seppe muoversi con intelligenza e spregiudicatezza, in un mondo dove le donne contavano solo se sapevano manovrare gli uomini.

Le cronache del tempo, spesso scritte da monaci ostili, la dipingono come una figura demoniaca — amante di papi, madre di papi, e manipolatrice di cardinali. Eppure, dietro la leggenda nera della “papessa Marozia” si intravede una realtà più complessa: quella di una donna che, in un’epoca dominata dagli eserciti e dalle tonache, riuscì a imporsi come arbitra del potere romano.

Dopo la morte del suo primo marito, Marozia sposò Guido di Toscana, uno dei signori più forti d’Italia, consolidando così il suo dominio. Il culmine della sua ascesa arrivò quando fece eleggere papa il proprio figlio, Giovanni XI, frutto (secondo alcune fonti scandalistiche) della sua relazione con papa Sergio III. Fu allora che Roma divenne davvero il suo regno: ella amministrava il potere, mentre il figlio regnava spiritualmente sulla città.

Ma la fortuna, nella Roma del X secolo, era più instabile di una torcia al vento. Dopo la morte di Guido, Marozia sposò Ugo di Provenza, re d’Italia, nel tentativo di legittimare il suo potere con la corona regia. Fu un passo troppo audace. Il figlio Alberico II, temendo di essere estromesso, insorse contro di lei e contro il patrigno. L’assalto al palazzo di Castel Sant’Angelo mise fine al suo regno: Marozia fu catturata e rinchiusa, forse proprio nelle stesse mura che avevano custodito i suoi trionfi.

Da allora, la storia tace. Non si sa con certezza dove o quando morì — forse in prigionia, forse in un convento. Ma il suo nome sopravvisse, ingigantito dalle cronache e dalle leggende. Per alcuni, simbolo della corruzione papale; per altri, una delle prime donne che seppe imporsi nel gioco del potere medievale.
Roma, nel suo caos e nella sua grandezza, non avrebbe mai dimenticato Marozia: la donna che osò governare il Papa e la Città Eterna.

Relatore

Recent Posts

Hillary e Bill Clinton testimonieranno contro Epstein

Un avvocato dei Clinton ha dichiarato che la coppia ha accettato di testimoniare davanti alla…

40 minuti ago

Da Costantinopoli a Ravenna | Cultura, Guerre e Conquiste nell’epopea di Giustiniano

Un viaggio a ritroso nel tempo, per rievocare le origini e i costumi della Costantinopoli…

20 ore ago

Il Cattolicesimo non esiste più (!!) : è una religione estinta come il Paganesimo

7 ottobre, Nostra Signora della Vittoria. Ovvero: apparizione della Madonna a Papa Pio V per…

21 ore ago

Moltbook, il social network delle AI… con la religione digitale Crustafarianista

Per la prima volta un social non è pensato per gli esseri umani. Si chiama Moltbook e…

24 ore ago

Corso di dizione – per ministri lettori

E'attivo un nuovo corso di dizione per chi deve declamare le Sacre Scritture presso la…

1 giorno ago

This website uses cookies.