Se si inizia a leggere l’enorme mole di documenti e files del caso Epstein, si deve iniziare a fare un viaggio nelle viscere più profonde e remote del potere, quelle nelle quali si incontra il vero volto di questo apparato, composto da diversi compartimenti.
Epstein in questi giorni veste i panni di un involontario Caronte, un nocchiero che trascina i lettori e i ricercatori in un ambiente oscuro, infernale, nel quale il fattore costante che domina questo mondo è quello del satanismo, seguito dalla pedofilia, e soprattutto del XXXX del quale l’uomo del XXXXX era un profondo conoscitore.
Il pedofilo non lo nascondeva affatto.
Non esitava a definire come XXX termine dispregiativo che in XXXX significa “bestiame”, tutti coloro che non appartenevano al circolo XXXXX, i quali, secondo Epstein, erano destinati a vivere una vita di sofferenze e di duro lavoro pur di far prosperare l’altro popolo, quello che si nutriva della speculazione finanziaria a discapito di tutti gli altri.
L’email di Epstein sulla filosofia XXXXXXX
Sono le regole di un parassitismo del quale Epstein andava più che fiero perché lui era fiero delle sue origini, della sua religione, studiata molto bene, come dimostra l’esposizione dei vari volumi del XXXXX nella sua casa.
L’uomo del XXXXX non è dunque evidentemente un qualcosa che è uscito da sé, dal nulla, come una certa vulgata mediatica ha voluto far credere, ma il prodotto di un sistema, che concepisce e partorisce questi figuri necessari per eseguire determinate operazioni.
Epstein si dava del tu con il vero potere.
Scriveva frequentemente alla famiglia che conta più di tutte in questo giro, i Rothschild di Francoforte, che più di due secoli divennero grazie alle entrature e alle speculazioni del loro capostipite, Mayer Amschel, il salvadanaio d’Europa e del mondo, i custodi di infinite ricchezze le cui reali proporzioni sono state tenute nascoste per lungo tempo, su esplicito ordine di Mayer.
Mayer non voleva che si sapesse quanto fosse ricca la sua famiglia, perché se tale informazione fosse trapelata al mondo esterno, si sarebbe subito compreso che i governanti erano tutti ridotti ad essere comparse di questa famiglia, e che le democrazie liberali erano e sono quei sistemi che consegnano le chiavi del potere all’alta finanza.
Jeffrey Epstein, i Rothschild e i riti satanici
Epstein era uno di loro.
Era un loro agente privilegiato.
Lo scrive nelle sue email, e le prove sono la sua fitta corrispondenza telematica con Ariane de Rothschild, esponente del ramo francese della famiglia, con la quale discuteva già nel 2014 le “grandi opportunità” che si presentavano per loro dopo il golpe dell’Euromaidan ucraino, che aveva consegnato il potere ad una congrega di nazisti e oligarchi di origini askenazita che hanno saccheggiato il Paese come non mai.
C’è l’eversione del mondialismo in queste email, come c’è in un scambio che Epstein ha con Boris Nikolic, l’immunologo croato di Bill Gates e membro del forum di Davos, riguardo alla necessità di andare presto a Mosca e lavorare per aiutare il disertore Ilya Ponomarev a rovesciare Vladimir Putin, la nemesi di questi poteri che non hanno mai gradito che la Russia fosse liberata dal controllo di svariati oligarchi XXXXXXX , e restituita a poco a poco tutta la sua grandezza, e la sua influenza nello scenario mondiale.
L’email di Epstein a Nikolic
Putin è certamente uno di quegli uomini che sa chi sono realmente le élite che gestiscono il potere del mondialismo, e non ha esitato a definirli esplicitamente satanisti.
Epstein lo era certamente.
Portava i suoi ricchi amici sulla sua isola, Little Saint James, sulla quale non solo bambini e ragazzini di tutto il mondo venivano abusati, ma sottoposti a tremende violenze per frammentare la loro mente, così da programmare mentalmente le vittime sulle orme del famigerato programma Monarch, erede dell’MK Ultra, del quale si è parlato proprio recentemente ricordando l’inchiesta fatta dal compianto giudice Paolo Ferraro sui circoli satanici della Cecchignola.
In uno di questi files, c’è una scena a dir poco raccapricciante, ma che conferma pienamente tutta la letteratura satanica su tali personaggi.
Si tratta della testimonianza di una delle vittime di Epstein.
Gli orrendi riti della élite satanica e George Bush
Secondo il giovane, a bordo di uno yacht si sarebbe consumato qualcosa di disumano.
La testimonianza della vittima di Epstein sulla partecipazione di Bush a questo rito satanico
Il ragazzo è stato costretto ad assistere a delle orge di gruppo alle quali hanno preso parte degli afro-americani assieme a delle donne bianche, seguite poi da un barbaro omicidio rituale di bambini, i quali sono stati smembrati, eviscerati e infine sottoposti ad atti di cannibalismo da parte dei presenti a quell’abominevole rito satanico.
La vittima che ha assistito a questa indicibile galleria di orrori sarebbe stata anche struprata da un personaggio come George H. Bush, presidente degli Stati Uniti dal 1988 al 1992, e storico direttore della CIA, l’agenzia nella quale l’ex presidente gestì un vasto traffico di droga.
George H. Bush
Il male è così spaventoso che più di qualcuno si rifiuta di crederlo, eppure erano uscite tali verità su Bush già 37 anni prima, quando Paul Bonacci, vittima di un traffico pedofilo che aveva luogo nel Nebraska, presso la città di Boys Town, rivelò il vasto giro di pedofilia del quale facevano parte gli uomini più potenti d’America, compreso George H. Bush.
Bonacci rivelò tutto.
Spiegò nel dettaglio come lui era stato sin dalla prima infanzia programmato e abusato attraverso riti satanici sempre attraverso il famigerato programma Monarch per diventare uno schiavo sessuale.
Bonacci spiegò che a gestire questi programmi erano uomini come il satanista e ufficiale dell’esercito Michael Aquino, allievo di Szandor LaVey, il famigerato occultista di origini XXXXXX, che nella caserma di Offutt, nel Nebraska, dirigeva queste operazioni che servivano a creare un esercito di schiavi mentali.
Il giovane testimone rivelò di aver assistito ad un rito satanico messo in atto durante le riunioni del famigerato club del Bohemian Grove, altro circolo satanista di alto livello, nel quale un bambino era stato ucciso, e dopo la brutale morte i suoi organi erano stati consumati dai partecipanti, compreso il povero Bonacci, vittima di questi sanguinari assetati di sangue.
La vittima di Epstein ha assistito alla stessa identica scena.
Ha assistito allo smembramento di un giovane i cui organi e persino le cui feci sono state consumate dai satanisti presenti in quel macabro rituale.
Si fa fatica ad accettare la portata della depravazione nella quale questi assassini sono precipitati, eppure è quello che accade.
Il famigerato occultista Aleister Crowley praticava con entusiasmo la coprofagia.
Aleister Crowley
Gli occultisti sono convinti che tale “pratica” apra loro in qualche modo dei canali con il mondo degli spiriti e dei demoni, che vengono invocati nel corso di tali cerimonie.
Il mondo di Jeffrey Epstein era tutto questo.
Nel mondo dell’uomo del XXXXX c’era anche la pratica dell’uso del sangue.
In una email inviatagli dal produttore cinematografico Barry Josephson si parla della facoltà del sangue di ringiovanire le persone.
E’ il capitolo del famigerato adrenocromo, ovvero il sangue che viene estratto dalle giovani vittime degli abusi satanici per essere consumato dai vari partecipanti di queste cerimonie a scopi, per così dire, “terapeutici”.
Se si consulta una qualche rivista degli organi di stampa, si prova a liquidare il tutto goffamente come “calunnia del sangue”, nonostante ricercatori e storici di origini XXXX come XXXX abbiano spiegato nelle loro opere, oggi proibite, come “XXXXX e”, come questa pratica fosse ben radicata nei secoli passati in diverse comunità ebraiche.
Lo spiegò anche il XXXX Neofito moldavo, convertitosi al cristianesimo ortodosso in un altro saggio proibito dal titolo “Il sangue cristiano nei riti XXXX della moderna XXXXX”, nel quale si descrive tutto il potere mistico che il sangue ha agli occhi dei XXXXX che custodiscono gelosamente i segreti riguardo alle loro pratiche.
Epstein riporta indietro nella storia.
Le email sono un viaggio nel tempo che dimostrano come nella letteratura storica del passato, soprattutto quella cattolica tradizionalista, ci fossero diverse scomode verità che oggi vengono taciute al grande pubblico sommerso da un fiume di bugie che si potrebbero definire “negazioniste” per usare tali sciocchi termini contro i loro stessi creatori.
C’era e c’è quindi in tale sistema una sorta di concatenazione logica.
Al vertice di esso, c’è la religione luciferiana, che accomuna ogni membro di questo potere, e sotto, come logica conseguenza, c’è ogni perversione e aberrazione che la filosofia satanista porta con sé quali ovviamente la pedofilia, il disprezzo verso il cattolicesimo, esternato dallo stesso Epstein, e verso i XXXXX e l’usura che nei termini più moderni si esplicita attraverso le speculazioni finanziarie.
Gli amici di Jeffrey: da Bill Clinton a Emmanuel Macron
Nella corrispondenza di Epstein, si narra appunto dell’economicidio che subì la Grecia per mano dei moderni usurai rappresentati dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Commissione europea e dalla Banca centrale europea.
Lo scambio tra Epstein e Chomsky
Un Paese venne messo all’asta da una classe politica collaborazionista e i greci, non differentemente dagli italiani, si ritrovarono a dover pagare il conto delle esposizioni finanziarie delle banche francesi e tedesche, come correttamente affermato dal linguista americano di origini ebraiche, Noam Chomsky, che riferiva tutto questo incredibilmente ad Epstein, un personaggio certamente esperto del ramo e che aveva costruito la sua fortuna su quelle logiche e su quelle decisive entrature che gli hanno consentito di accumulare enormi ricchezze letteralmente dal nulla.
C’erano praticamente tutti alla tavola del pedofilo che sussurrava alXXXXX e che raccoglieva materiale compromettente per conto della intelligence XXXXXX che si serviva poi di questi video per ricattare di volta in volta il politico di turno.
C’erano certamente presidenti come Bill Clinton, e c’era il presidente francese Emmanuel Macron, che da ministro dell’Economia del governo Hollande, si dava da fare per concludere affari con il pedofilo già condannato e scampato al carcere grazie alle protezioni dell’amministrazione Obama.
Macron è un altro di quei profili che vengono preparati con cura dalle élite mondialiste che si servono di uomini come Epstein per costruire dal nulla tali personaggi.
La parabola del presidente francese è stata costruita meticolosamente sin dai primi anni’90, quando il 14enne Macron venne abusato da Jean Michel Trogneux, che già allora aveva assunto la falsa identità di Brigitte Trogneux.
Brigitte è la “addestratrice” per così dire.
E’ colei, o colui, che deve accompagnare il bambino verso la vita adulta, e programmarlo per diventare un politico pilotato dalle élite, che rinfoltiscono così il loro esercito di marionette politiche.
Macron va a lavorare, grazie alle entrature di Brigitte, proprio per Benjamin e Ariane de Rothschild, la potente donna banchiere che ascoltava Epstein sulle questioni più delicate, comprese quelle che riguardavano la composizione del suo consiglio di amministrazione, il quale, secondo il pedofilo, doveva essere composto esclusivamente da ebrei e non da afro-americani.
L’email di Epstein ad Ariane de Rothschild sulla composizione della sua banca
Questi scambi, non pubblicati dagli organi di stampa, rivelano un razzismo profondo da parte di certi ambienti che predicano agli europei di aprire le porte dei loro Paesi agli immigrati, ma quando si tratta di aprire le porte dei loro circoli, queste invece restano rigorosamente sbarrate ai “non eletti”, giudicati indegni di entrare nei luoghi più esclusivi del potere.
Ariane ascolta Jeffrey che continua ad essere tenuto in grande considerazione anche da Macron dopo essere entrato all’Eliseo, quando nel 2018, chiese a Epstein consiglio su come “reinventare” la forma di governance, forse perché il presidente francese era ossessionato dall’uso del marketing politico per veicolare la sua agenda globalista.
Nelle conversazioni tra Ariane de Rothschild ed Epstein, c’è persino spazio per un po’ di storia, quando i due discutono dei finanzieri ebrei che diedero ospitalità ad Hitler durante il suo periodo viennese, quando il giovane Adolf era un pittore spiantato senza arte né parte, aiutato dai finanzieri ebrei, da lui non affatto detestati, ma profondamente ammirati.
Sembra esserci l’ennesima conferma che il fuhrer del nazismo sia stato sin dal principio un prodotto di tali ambienti che avevano bisogno di un uomo che mettesse a ferro e fuoco l’Europa, che perseguitasse gli ebrei per costringerli a emigrare in Palestina e dare così al futuro stato di Israele la popolazione di cui aveva bisogno per nascere.
Epstein discuteva quindi di ogni cosa, e tra la mole dei documenti non manca nemmeno la cosiddetta “pandemia”.
Se il miliardario di origini XXXXXX è stato un agente privilegiato del potere della governance mondiale, se era in grado di dare del tu ad Ariane de Rothschild, non poteva non essere evidentemente informato di uno scenario “pandemico”.
Glielo fa sapere proprio lui, l’uomo delle “pandemie”, Bill Gates che gli scrive nel 2017 per comunicargli uno scenario di simulazione di una “pandemia”, lungi dall’essere vista come una “emergenza sanitaria”, ma come una opportunità per fare degli affari, e per far nascere il tipo di società che uomini come Epstein e Gates volevano, ovvero quella autoritaria globale dove tutto il potere è concentrato nelle mani di personaggi come i due vecchi compagni di viaggio.
L’email dove Gates informa Epstein delle simulazioni “pandemiche”
Gli amici italiani di Epstein
I fili di Epstein, come si è visto, si estendevano ovunque, e non potevano non arrivare a toccare anche dei pezzi che riguardano l’Italia.
Ci sono delle email nelle quali Jeffrey Epstein definisce Flavio Briatore come il suo “amico italiano” e un’altra nella quale il miliardario pedofilo viene informato che Briatore voleva parlare con lui, facendogli avere i suoi recapiti del suo ufficio di Londra.
Briatore conosceva Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell almeno dal 2001, quando i due salivano a bordo del suo yacht Lady in Blue.
Flavio Briatore sul suo yacht assieme a Ghislaine Maxwell
La parabola del geometra di Verzuolo è densa di misteri.
Assicuratore sul finire degli anni’70 e molto attivo nel giro dei casinò, frequentati in particolare da Attilio Dutto, un costruttore di Cuneo, che perse grosse somme al tavolo verde e saltò in aria nel 1979 con la sua auto per conto di mandanti mai identificati, probabilmente mafiosi.
Secondo la biografia, non autorizzata, di Briatore scritta da Andrea Sceresini, Maria Elena Scandaliato e Nicola Palma , l’ex assicuratore continua ad impegnarsi nelle attività del giuoco d’azzardo, fino a quando non scappa dall’Italia, riceve una condanna in primo grado e riesce a rientrare nel Paese solo grazie ad una provvidenziale amnistia giunta nel 1990.
Briatore è però soltanto agli inizi.
Da lì a poco farà il grande salto grazie a Luciano Benetton nel circus della Formula Uno, un ambiente apparentemente lontanissimo dall’uomo d’affari che riesce nonostante tutto a diventare uno dei volti più noti delle corse automobilistiche più prestigiose al mondo.
Arriva così la bella vita, fiumi di soldi, la storia con la modella Naomi Campbell, presente a Little Saint James, e l’incontro con Epstein, anche se gli incroci che hanno portato i due a conoscersi non sono stati resi noti.
C’è di certo che Briatore continuava a cercare Epstein anche dopo la sua condanna definitiva per pedofilia, segno che i rapporti tra i due non si erano mai interrotti.
Epstein aveva alla sua coorte però anche altri amici italiani.
Vicinissimo a lui è un personaggio poco noto e attivo nel mondo della finanza come Tancredi Marchiolo che chiede ad Epstein se lui dovesse o meno torturare una donna, la cui identità non è stata resa nota.
Il nome di Marchiolo salta fuori spesso, a conferma che il finanziere era molto addentro nel mondo del pedofilo del XXXXXX quasi come fosse un intermediario indispensabile per l’esecuzione di certe “faccende”.
Il viaggio nel potere che sosteneva Epstein è ancora lungo e in fase di esplorazione, ma questa massiccia esposizione della verità non sarebbe mai nemmeno cominciata se non fosse stato per Donald Trump.
Mesi addietro, i media mainstream coadiuvati dagli immancabili falsi media alternativi, affermavano che il presidente non voleva o poteva pubblicare quei files perché sotto “ricatto”.
I files oggi sono usciti, dimostrano in maniera incontrovertibile che Epstein odiava Trump e che il presidente è quanto di più lontano possa esserci da quell’orrendo mondo a differenza dei suoi nemici che sguazzavano e sguazzano in abusi e indicibili perversioni.
Tra le molte email, si vede costantemente la volontà di Epstein di colpire il temuto Trump, servendosi anche dell’aiuto di un “giornalista” come Michael Wolff, che scriveva al pedofilo di Little Saint James come ci fosse in corso “una guerra tra XXXXX e non XXXXXX”, e come i secondi la stessero perdendo.
La email di Wolff ad Epstein sulla guerra tra XXXX e non XXXXX
Gli organi di stampa e i falsi (dis) informatori alternativi hanno però un mandato molto preciso.
Nascondere in ogni modo la verità, gettare fumo negli occhi del pubblico e proiettare su Trump le loro nefandezze.
La verità però sta circolando ovunque.
E’ come un “virus” benefico.
Una volta che viene trasmesso, sono sempre più di più le persone che vogliono conoscere la verità sul vero potere.
Il momento della rivelazione è quindi arrivato, e se i decaduti “re” sono ormai nudi, è segno che ormai il loro tempo è finito.
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