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Bellinzona. Pedofilia: quali precauzioni ha preso la scuola? Michele Genini

Negli scorsi giorni si è letto sui principali quotidiani cantonali (vedi La Regione del 8.4.2011) e portali d’informazione internet di un nuovo caso d’avvicinamento di bambini da parte di un adulto nei pressi del parco della Villa dei Cedri.

Si fa inoltre notare che prima di questo nuovo caso, erano già stati segnalati altri episodi analoghi. A Cugnasco-Gerra una bambina era stata invitata a salire su un’autovettura guidata da una persona a lei sconosciuta (notizia del 8.4.2011 pubblicata su Tio) e a Cadenazzo un individuo adulto avrebbe regalato cioccolatini ai bambini.

Visto il coinvolgimento di giovanissimi cittadini e soprattutto tenendo in considerazione la delicatezza, la pericolosità e la nostra personale preoccupazione che simili eventi possano portare al peggio, poniamo le seguenti domande al lodevole Municipio:

1) La Direzione delle scuole cittadine, oltre all’invio della circolare da parte del direttore Martini, ha preso ulteriori precauzioni ? Quali ?

2) Nella negativa, non si pensa che sia opportuno prendere ulteriori precauzioni da parte della Direzione delle scuole e dal corpo docenti ?

3) In un media indicato precedentemente si scrive che la Polizia comunale di Bellinzona ha incaricato alcuni agenti di sorvegliare in borghese le sedi scolastiche; di quanti agenti si tratta ? in che modo viene eseguita la sorveglianza ? Tutte le sedi cittadine vengono sorvegliate ?

4) Dai casi segnalati fino ad ora e dalla descrizione fatta dell’individuo, la Polizia suppone trattasi della medesima persona ?

5) Qualora tali segnalazioni continuassero, come intende operare il Municipio?

Cordiali saluti
Michele Genini

Redazione-cro

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  • Complimenti al signor Michele Genini per la lettera dove chiede maggiori spiegazioni.

    Gli episodi che ha elencato sono tre, Parco Villa dei Cedri,Cugnasco-Gerra e Cadenazzo, ma vi è pure un quarto episodio e più precisamente quello accaduto a Camorino.

    Potrò sbagliarmi, ma la risposta mi pare già scontata, risponderanno che per monitorare concretamente le zone sensibili è necessario un dispiegamento di forze notevole e che gli scarsi effettivi a loro disposizione non permettono, se non solo in parte, un effettivo e dinamico controllo delle aree interessate.

    Ma non si preoccupi signor Genini, negli orari sensibili, anziché svolgere della deterrenza visiva, continueremo a vedere i nostri agenti di Polizia bersi il caffè nei bar dove lavorano le cameriere più carine e simpatiche....

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