In queste ultime settimane 2 famiglie di miei conoscenti si sono visti recapitare una lettera delle FFS che comminava loro, nel senso proprio di specificare la pena in cui erano incorsi loro figli minorenni salendo sul treno Zurigo-Chiasso senza biglietto o abbonamento: un tot per il prezzo del biglietto non pagato più 90 franchi di multa. Si dà il caso che la figlia e il figlio colpevoli non erano, alla data addotta, su quel treno né lo erano stati mai. Viste le proteste dei genitori le FFS hanno subito annullato il loro provvedimento, rifiutandosi però di fornire qualsiasi documentazione: per averla è nessario sporgere querela penale contro ignoti.
Ma cosa era capitato? Un o una minorenne senza biglietto colto/a sul fatto aveva declinato le generalità di un suo/a conoscente, senza che il controllore si preoccupasse di una identificazione plausibile. Sporgere querela penale contro ignoti non potrà mai condurre a risultati, salvo quello di fastidiosissime perdite di tempo e rottura di “spalle” per il denunciante. Stiamo educando minorenni per insegnar loro a comportarsi come si comportano volentieri persone che non dico?
Sono molti i dubbi che ci colgono, anche se 2 soli casi non bastano per farsi un’opinione fondata in merito. Ma bastano per consigliare alle aziende di trasporto pubblico, che giustamente lottano contro la piaga degli utenti “portoghesi” (senza offesa per i cittadini del Portogallo, è un vecchio modo di dire che qualcuno si è guadagnato nei secoli scorsi) di farlo con adeguati accertamenti delle generalità anche quando si tratta di minorenni, che del resto normalmente non dovrebbero trovarsi su un treno Zurigo-Chiasso senza documenti di identità.
Gianfranco Soldati
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