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Il caso Arafat imbarazza israeliani e palestinesi

Le autorità israeliane hanno nuovamente negato in blocco qualsiasi implicazione nella morte di Yasser Arafat, dopo la pubblicazione di un rapporto di esperti che accredita la tesi dell’avvelenamento.

Il documento, redatto dal CHUV di Losanna su richiesta della vedova del leader palestinese, morto l’11 novembre 2004, indica un tasso anomalo di polonio 210 nelle ossa della salma di Arafat.
“Si è trattato di un assassinio politico, di un crimine – ha commentato Souha Arafat, senza però azzardarsi a fare nomi.

La divulgazione del rapporto interviene dopo l’esumazione di Arafat, avvenuta nel novembre 2012 su richiesta della giustizia francese.
Le conclusioni sembrano contraddire quelle dell’agenzia russa di medicina legale, il cui direttore, incaricato dall’Autorità palestinese, ha di recente dichiarato che Arafat non poteva essere stato avvelenato.
Un collegio di esperti francesi è stato incaricato dai giudici di Nanterre per dirimere questa controversia scientifico-politica.

Nell’attesa delle sue conclusioni, il portavoce del mistero israeliano degli affari esteri ha deciso di ironizzare sui sospetti espressi contro Israele da gran parte dell’opinione pubblica palestinese.
“Il rapporto svizzero non è per nulla concludente – ritiene Yigal Palmor, convinto che le minacce formulate all’epoca da Ariel Sharon contro Yasser Arafat non dovevano essere prese alla lettera : “La verità è che queste pseudo-rivelazioni costituiscono l’ultimo episodio dell’antica rivalità fra Souha Arafat e il presidente palestinese Mahmoud Abbas.”

I dirigenti palestinesi non hanno avuto fretta di commentare un nuovo sviluppo della vicenda che soprattutto sembra metterli in imbarazzo.
Wassel Abou Youssef, membro del comitato esecutivo dell’OLP, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina, si è limitato a reclamare la creazione di una commissione d’indagine internazionale per far luce sulla morte di Arafat.
“Si tratta di un tema delicato – spiega l’avvocato Diana Buttu – nella misura in cui in passato voci ricorrenti hanno accusato alcune persone vicine a Yasser Arafat di essere coinvolte nella sua morte.”

Secondo questa analista, le rivelazioni del laboratorio del CHUV di Losanna arrivano in un brutto momento per l’autorità palestinese, con il processo di pace con Israele fermo in un vicolo cieco.
“Mahmoud Abbas, che punta tutto sui negoziati di pace, non rischierà certamente di intorpidirli con queste rivelazioni sull’avvelenamento – dice Diana Buttu.

In questi ultimi mesi diversi responsabili palestinesi hanno comunque minacciato di ricorrere alla giustizia internazionale per far luce sulla morte di Arafat.
Giovedì, Hamas ha approfittato delle conclusioni del rapporto svizzero per chiedere la fine immediata dei negoziati con le autorità israeliane.

Redazione

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  • Anche se fossero stati gli Israeliani hanno fatto bene, Arafat non era altro che un criminale terrorista, altro che nobel per la pace.

  • Mi ricordo il clima e le dichiarazioni di quei giorni: Israele lo voleva morto e così é stato. Hanno ammazzato migliaia di palestinesi, per coerenza era il minimo che ammazzassero anche il loro leader.

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