Girovagando per il web ci siamo imbattuti in questo articolo pubblicato ne ilfattoquotidiano.it, che ha suscitato il nostro interesse. Lo proponiamo come documento. A nostro avviso esso è criticabile soprattutto per un aspetto, poiché sottovaluta il fatto, fondamentale, che il Ticino da secoli appartiene a un altro Stato. Prossimità etnica e culturale, indubbiamente, ma…
Noi siamo spesso polemici con “i züchìn”; e tuttavia… teniamoci ben stretta la Svizzera! Lo scrive uno che, in tutta la sua vita, mai è stato anti-italiano.
“Il nostro discorso è principalmente identitario – spiega Danti – precisiamo subito che non è vero che vogliamo referendum per l’annessione all’Italia, ci definiamo lombardi in tutta serenità, del resto ci separa solo una ramina artificiale (rete metallica, ndr) ma di confini veri e propri non ce ne sono, mentre a nord ci sono le Alpi. Il nostro sbocco naturale è verso sud, verso la Lombardia. Parliamo lo stesso dialetto, viviamo in un territorio che non conosce barriere e abbiamo le stesse bandiere (il ducale di Milano, ndr)”. Sebbene quelli di Lega Sud Ticino non siano così folli da pensare ad una imminente annessione del Canton Ticino alla Lombardia, la prospettiva non è nemmeno un tabù: “Quando mi affaccio dal balcone di casa ho Lombardia a sinistra, il Piemonte a destra e di fronte il Lago Maggiore. Ma non vedo confini fisici. Mi chiedo perché cavolo siamo sempre a romperci le balle tra di noi?”.
Il discorso del nuovo soggetto politico appare cristallino: ad un territorio che condivide lingua, etnia dovrebbe corrispondere un’unica entità politica. C’è da chiedersi però come questo movimento speri di fare breccia nei cuori dei ticinesi in un momento in cui il sentimento anti-italiano è più forte che mai. Con la fine del segreto bancario, il franco forte e la massiccia presenza di lavoratori frontalieri italiani, dalle parti del Canton Ticino non sono in molti quelli disposti ad avere uno sguardo tenero verso il nostro paese.
Oggi invece, secondo Danti, la strada della sopravvivenza del Ticino non è quella che va verso nord, ma quella che guarda a Sud: “Dopo 40 anni di bambagia non possiamo più contare sul segreto bancario e il sistema bancario ticinese rischia il collasso. L’unica via per la sopravvivenza è guardare alla Lombardia e al suo ricco tessuto industriale. Magari le banche, dopo anni passati a rastrellare valuta potrebbero iniziare ad affidare i quattrini agli imprenditori lombardi, creando ricchezza anche in Ticino”.
Il leader della Lega Sud Ticino, che sul profilo Facebook sfoggia fotografie abbracciato ad Umberto Bossi, sospende ogni giudizio sulla svolta impressa da Matteo Salvini e ci tiene a precisare che: “Qualcuno ha cercato di far credere che io sono un fascista irredentista italiano. Niente di più falso. I nostri temi sono sicuramente più vicini ad una sensibilità di sinistra”.
La rivelazione di nuovi dettagli legati ai cosiddetti files Epstein — dossier che riportano, tra…
Niccolò Salvioni - 8 febbraio 2026 (9) La trappola della neutralità: come la Svizzera... -…
Nel silenzio raccolto di un’udienza privata in Vaticano, Papa Leone XIV ha incontrato i membri…
Ravenna. Ravenna assolata, splende nel sole d'agosto, nella calura estrema estiva. Ravenna la vinta, la…
Alcuni anni fa Nella Valle dei Re e ad Alessandria, si continua a scavare, l'archeologo…
di Tito Tettamanti Che il Consiglio federale, presumo a maggioranza, abbia deciso di denominare l’accordo…
This website uses cookies.
View Comments
Ticino lombardo di lingua e di fatto?
La proposta… indecente non mi sorprende affatto.
Non tanto per i desideri d'improbabili spinte irredentiste,
oppure sedotti da presunte inclinazioni di omogeneità culturali in triste replica,
come la storica… “Adula-zione” dei… Bontempi andati…
… oppure ancora perché ci sarà pur sempre qualcuno che vuole andare…
dove tira il vento.
Ma anche perché il Ticino, già pascolo inaridito dai colpi di sfruttamento economico e sociale, figlio di sogni neoliberisti e (soprattutto) da un’assordante assenza di un’autentica opposizione, è pure diventato un territorio destabilizzato dai… sospiri, anzi dai… soffi, anzi dai… venti anni dell’antipolitica e dal desiderio popolare (già rimosso?) di andarcene dagli odiati balivi e dal governicchio federale perché troppo… oltregottardo.
E in un territorio destabilizzato, lo sanno anche i paracarri della… “schöllenen”
... tutto è possibile.
Le geopolitica è lì a dimostrarcelo.
Quotidianamente.
Un'autentica opposizione? Di sinistra? Di estrema sinistra? Non avevamo il PSA ? Non abbiamo il Martino Rossi e il Ghisletta?
Per non parlare di Roic!
Oh, Jack! (oooogèèèèk)
Sempre con codeste classificazioni da… novecento nostrano.
Intendevo un pensiero critico,
una valutazione argomentativa,
due deduzioni logiche;
rivelare effimere semplificazioni,
le percezioni indotte,
prevenire gli eccessi;
palesare le coercizioni,
azzardare delle analogie,
considerare le conseguenze;
insomma ragionarci su.
Ma anche fare buon uso del rasoio di Occam.
Lascia che ti dia un consiglio: NON andare in votazione. Un tipo sofisticato come te di voti ne raccoglie POCHI.
«Andare in votazione»? Ma neanche per sogno.
Non sono in possesso nemmeno delle necessarie (elettoralmente parlando) verità politiche inossidabili ed esportabili. Vincenti.
Però… però… pensandoci bene potrei raccontare di un Ticino che deve risollevarsi, aprirsi al futuro, emanciparsi… no, emanciparsi è troppo sofisticato. Diciamo riscattarsi. E poi l’economia, ovviamente… quindi selezionare, poi accogliere le ditte sulla base del… valore aggiunto: che so… biomedicina, meccatronica, pool di consulenza…migliorare il cross border… poi certamente… salvaguardare il nostro patrimonio naturalistico che aiuta un necessario sviluppo del turismo, evitando la cementificazione… senza dimenticare però che anche il mercato immobiliare... che ha pur sempre un suo valore, crea posti di lavoro anche nell’indotto artigianale indigeno… che i frontalieri servono alla nostra economia, certo!… però… bisognerebbe limitarli ad un numero organico… sostenibile… inoltre parlerei di una snella e (ancora) invidiata burocrazia che non dovrebbe mai! comunque diventare asfittica né, sovradimensionata… lì, magari, si potrebbe anche risparmiare… certo il debito cantonale è preoccupante, alcuni lo usano perfino (con reiterato impegno!) quale grimaldello ideologico per spacciare… idee liberiste… ma troveremo insieme, se lo vogliamo, senza allarmismi controproducenti, la strada per uscirne…che il Ticino dev’essere cantone di accoglienza, soprattutto aprirsi agli ospiti stranieri di reddito, che sono cordiali, quasi impercettibili, non ostacolano la… viabilità e portano ricchezza… perché sarebbe… autolesionismo l’eccessivo rigore nei loro confronti…senza escludere ovviamente chi viene da noi perché minacciato da conflitti armati, sia ben chiaro… e la scuola… eh sì, la scuola… potrei dire che i risultati pisa non sono eccezionali… tuttavia la nostra è una scuola sana, certo si può sempre migliorare, bisognerebbe ridefinire l’orientamento... la differenziazione dei curricoli… implementare le conoscenze sul valore della cittadinanza!… ma anche una certa pur minima selezione in vista del difficile inserimento professionale, suvvia, ci deve pur essere… e la meritocrazia… questa in fondo vale in tutti i campi del sapere, del fare, del poter accedere… basta con le scorciatoie partitiche!, va finalmente! riconosciuto il merito…
… e così narrando per le contrade dalla Novena a Brogeda potrei perfino… meritarmi l’elezione. Oppure no… anche perché presumo (anzi ne sono certo) che dietro a quella spocchiosa tempra di acido provocatore ideologicamente… schierato (sto parlando di te, caro Jack) si nasconde un… sofisticato pensatore.
Ma se già con un luganese ha meno punti in comune che con uno della Val Vigezzo o della Val d'Ossola, con uno di Como o peggio di Milano ne avrà ancora meno, no? ;)