Ticino

Portiamo Spartaco al LAC ! – Mozione di Andrea Censi

Onorevole Signor Presidente,
Onorevoli Signore e Signori Consiglieri Comunali,

Il sottoscritto Consigliere Comunale, avvalendosi della facoltà concessa dalla LOC e del Regolamento Comunale, presenta la seguente

MOZIONE

Portiamo Spartaco al LAC

Premessa
All’entrata dell’atrio di palazzo civico sulla sinistra viene conservato lo Spartaco di Vincenzo Vela, una delle sculture più suggestive dell’artista italo-svizzero.

Riprendendo un articolo di Ticino Finanza, il Vela si avvicina al mestiere dello scultore frequentando il fervente ambiente culturale milanese della seconda metà dell’Ottocento, dove ha la possibilità di entrare in contatto con i migliori rappresentanti della casta d’allora che con lungimiranza ne percepiscono il talento e lo spingono a proseguire i suoi studi ed intraprendere una carriera individuale.

Già all’inizio del suo percorso da artista riceve numerosi riconoscimenti che ne accrescono la fama, anche a livello internazionale; viaggia molto e ha la possibilità mantenersi aggiornato sulle tendenze contemporanee e nella sua epoca è protagonista indiscusso del mondo della scultura.

Lo Spartaco è un capolavoro giovanile dell’artista che proprio grazie a quest’ opera ed a quello che rappresenta, inizia a farsi spazio nell’ambiente e riesce a colpire nel segno la sensibilità del pubblico, strabiliato per l’eccezionale capacità dello scultore di riprodurre una figura umana con i tratti talmente realistici da sembrare quasi viva e tangibile.

Un modellato che si distacca totalmente dal gusto e dai dettami neoclassici e accademici, sempre proiettati verso il tradizionale ideale di bellezza, nonostante il soggetto ritratto sia un personaggio storico. Spartaco è, infatti, il leggendario schiavo trace che ha condotto la celebre rivolta dei gladiatori durante l’egemonia romana; una figura simbolica che trasmette una chiara allusione ai moti risorgimentali di liberazione che allora prendevano piede in Italia, condotti da un crescente sentimento di ribellione anti-austriaco.

L’energia fisica ed emozionale dello Spartaco, raffigurato a grandezza naturale, riescono a far immaginare l’intera scena in cui l’uomo, che ha appena spezzato le catene che lo tenevano prigioniero, si dirige minaccioso verso i suoi tiranni, pronto a combattere a mani nude per riconquistare la libertà che gli è stata negata. Un tema toccante che insieme alla straordinaria maestria dell’artista riescono a non far passare inosservata l’opera che diviene così il manifesto della scuola di scultura dell’Ottocento e modello di eccellenza per le generazioni successive.

Negli anni lo Spartaco è stato esposto in varie nazioni europee, oggi questa importante e suggestiva statua è relegata ad un angolo angusto dell’entrata di Palazzo Civico, nascosto da pilastri ed ingabbiato dietro i cancelli d’entrata in ferro.

Su riflessione di un noto artista ticinese sono sorte alcune considerazioni. La posizione dello Spartaco è per due motivi sbagliata:

• non è valorizzato e passa inosservato
• posizionare Spartaco, personaggio simbolo della libertà, dietro a delle inferiate è quantomeno contraddittorio.

La posizione forse più adatta per una scultura di questo valore non può essere che una, la nuova culla della cultura luganese: il LAC. Lo Spartaco in tutta la sua imponenza e suggestività potrebbe ben integrarsi all’entrata del LAC (peraltro oggi spoglio e freddo).

Conclusione
Alla luce di quanto sopra esposto si chiede al Consiglio Comunale di decidere:
1. La mozione è accolta.
2. Il Municipio è incaricato di studiare una posizione consona per la statua del Vela. Il Municipio è incaricato del seguito della procedura.

Andrea Censi (Lega dei Ticinesi)

Relatore

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