L’ex avvocato del presidente degli USA Donald Trump Michael Cohen è stato condannato a tre anni di prigione con l’accusa di aver utilizzato in modo illecito i fondi elettorali. La condanna fa riferimento allo scandalo scoppiato diverso tempo fa, riguardante la vita privata del presidente. Il legale ha infatti pagato due donne, la modella Karen McDougan e l’attrice di film a luci rosse Stormy Daniels per tacere sul loro ruolo nelle relazioni extraconiugali di Trump. Inizialmente Trump aveva negato di essere a conoscenza dei pagamenti ma successivamente ha dovuto ritrattare e ammettere che si è trattato di semplici “transazioni private”. Tuttavia, il comitato di Trump nascose le operazioni, violando così le norme sulla trasparenza imposte a tutti i candidati. Altri capi d’imputazione riguardano l’evasione fiscale e false comunicazioni bancarie nonché altri reati finanziari.
La condanna di Cohen rappresenta un problema serio per Trump e non solo perché potrebbe essere il punto di partenza per altre indagini scomode riguardanti la sua amministrazione. Il procuratore speciale Robert Mueller che sta attualmente indagando sul Russiagate, ha presentato una relazione al giudice che ha condannato Cohen parlando in favore dell’imputato. Secondo Mueller, Cohen non ha mentito alle autorità e anzi, sta attivamente collaborando alle indagini. Una collaborazione, quella tra Cohen e l’FBI, che potrebbe costare caro al presidente, a seconda di cosa rivelerà o ha già rivelato l’avvocato in merito alla presunta collaborazione tra Trump e Cremlino durante le elezioni.
Il rapporto di Mueller non ha tuttavia influenzato la decisione del giudice William H.Pauley III e Michael Cohen dovrà presentarsi il prossimo 6 marzo nel carcere federale. Secondo Pauley, l’uomo ha “commesso “un ricco assortimento” di crimini, agendo con l’inganno e spinto dalla cupidigia e dall’ambizione”.
Da parte sua, il condannato ha tentato di salvarsi in corner accusando il presidente di averlo manipolato: “Me la prendo con me stesso per il comportamento che alla fine mi ha portato qui; la mia debolezza è stata la cieca lealtà nei confronti di questo uomo. Di volta in volta ho sentito fosse mio dovere coprire le sue azioni sporche, anziché ascoltare la mia voce interiore e la mia bussola morale”.
(Una stanza spoglia. Una lanterna tremola. Il narratore, pallido, con lo sguardo fisso nel vuoto,…
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