Anche la moglie, Michiko, madre dei tre principi Naruhito, Fimihito e Sayako, ha sempre regnato secondo un protocollo easy, borghese: era lei a preparare loro, quando andavano a scuola, i cestini col sushi.
Dal 1992, quando visitò ufficialmente la Cina, ove, per sanare il non lontano conflitto, si disse dispiaciuto delle sofferenze inflitte ai cinesi ad opera dei nipponici; al 2005 quando commemorò i 60 mila coreani morti ad opera dei giapponesi nel 1944, Akihito si dimostrò sempre aperto a superare le controversie storiche, in nome di un futuro di pace, nonostante gli ovvi retroscena che, come in ogni paese, possono oscurare l’operato anche del più magnanimo e lungimirante governatore.
L’ultimo compleanno celebrato da imperatore, nel dicembre dell’anno scorso, ha radunato, di fronte al palazzo imperiale di Tokyo una folla oceanica. Segno che è amato, e che il suo ricordo, anche se ha abdicato, sarà di sicuro annoverato nella Storia come benevolo.
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