La Turchia di Erdogan non frena la sua pericolosa avanzata offensiva. bombardando le ambulanze di un’associazione di volontariato “Un ponte per” che portava soccorsi ai feriti siriani.
Il Leader turco ha ribadito di volersi impossessare del confine siriano, ma nega di aver usato napalm e fosforo bianco. Ma i feriti nelle loro catastrofiche condizioni, parlano chiaro: sofferenza infinita, e volti corrosi.
Il Dottor Manal Mohammed, responsabile della sanità nel Rojava, ha dichiarato che le ferite che sta curano non “sono per nulla normali: la pelle corrosa sulla gente dimostra l’uso di armi proibite. ”
La Turchia viola la convenzione di Ginevra, ma nega.
Dall’Italia arriva la telefonata di Conte, che a Erdogan esprime il suo disappunto e lo invita (per quanto possa essere utile la sua influenza) a ritirare le truppe al confine. La telefonata dura oltre un’ora, ed è pregna di momenti di tensione. Ovviamente il premier Turco risponde blando alle parole di un premier italiano.
Dagli Stati Uniti Trump scrive a Erdogan, con parole da slogan “non fare lo scemo”. Erdogan getta la lettera nella spazzatura.
la Crisi siriana non ha precedenti ed è sul tavolo europeo: ma a Bruxelles l’Unione Europea non vieta la vendita di armi alla Turchia. Solo i paesi, autonomamente, tra cui l’Italia, scelgono di fermare la vendita di armi.
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