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Giorgia Meloni insultata, solidarietà (quasi) unanime

“Una rana dalla bocca larga? Una vacca? Una scrofa? Cosa devo dire? Cosa devo dire per stigmatizzare il livello di ignoranza e presunzione?” sono state le parole shock (eufemismo) impiegate dal professor Giovanni Gozzini, storico e docente all’Università di Siena, intervistato nel corso della trasmissione ‘Bene bene Male male’ su Controradio.

La condanna agli insulti è unanime. Il Presidente del Consiglio Mario Draghi, in primis, ha telefonato alla deputata e leader di Forza Italia (che pure gli aveva votato “no” alla fiducia), per esprimerle solidarietà. Poco dopo, su Twitter Giorgia Meloni ha scritto: “Ringrazio il presidente del Consiglio Draghi, che mi ha telefonato per esprimermi la sua personale solidarietà. Gliene sono grata”.

La deputata, ex ministro, classe ’77, mamma di una bambina di sei anni, ha fatto sapere il proprio “perdono”, dicendo: “Non chiedo provvedimenti per Gozzini, ma mi auguro che questo brutto episodio, che mi ha vista mio malgrado protagonista, sia utile a difendere uno dei pilastri della democrazia: il rispetto”.

Gli insulti che, ancora una volta, ignobilmente, impiegano gli animali come “oggetti offensivi”, sono stati condannati anche dalle sardine e dall’Anpi. La blogger autodidatta Selvaggia Lucarelli, invece, si è esposta in un lungo post per “difendere” Gozzini e non esprimere solidarietà verso la leader di Fratelli d’Italia.

In breve, la Lucarelli ha sostenuto che l’odio di cui è stata vittima Giorgia Meloni sia in realtà “Quello utilizzato costantemente da Giorgia Meloni per la sua propaganda politica, quello masticato e vomitato da buona parte del suo elettorato sui social e fuori dai social” (cit.).

“Se la Meloni” ha continuato la Lucarelli “considerata leader di un partito e donna di potere “spalleggiata da orde di sostenitori incarogniti e feroci che insultano a loro volta chiunque sia ‘il nemico” – ha bisogna di solidarietà, allora bisognerebbe ricordarle l’atteggiamento “che lei riserva a migranti e comunità Lgbt”.

A detta della donna, invece, l’atteggiamento di Gozzini sarebbe invecestato “ben più moderato di quello modellato da anni di propaganda [sott. di Giorgia Meloni, n.d.r] che pascola sui terreni fertili dell’odio. Propaganda basata sull’odio la cui potenza persuasiva è ben chiara alla Meloni”.

L’esplosione d’ira della Lucarelli non ha, insomma, perso l’occasione di mostrarsi in tutta la propria irruente e ridanciana vanità.

Nel frattempo, il capo dello Stato Sergio Mattarella ha telefonato alla deputata per esprimerle solidarietà.

Anche il conduttore Andrea Giambruno, compagno della Meloni, forse inaspettatamente, è intervenuto al Tgcom24 per rispondere agli insulti del professor Gozzini. «Per coloro che non lo sapessero, sono il compagno di Giorgia Meloni, la madre di mia figlia. Sono molto fiero di quello che ha fatto nella sua vita. Non mi permetto di commentare le parole del professore perché ci sono altri luoghi dove verranno commentate e sentenziate in altri termini. Mi permetto solo di dire che ci sono dei minori che leggono certe schifezze. Io spiegherò a mia figlia quanto sia madre sia valorosa e meritevole di ciò che ha fatto nella sua vita». E poi ha concluso: «Mi auguro, professore, ammesso che lei abbia dei figli, che i suoi di figli possano dire altrettanto dei suoi commenti misogini, indegni e vergognosi».

Il professore ha poi presento le proprie scuse “per il linguaggio usato durante la trasmissione”. “Non è mio costume” ha detto “né come ospite storico della trasmissione di Controradio né in altra sede, promuovere un linguaggio che non sia più che rispettoso nei confronti di tutti. Per questo, per il fatto di aver usato delle parole sbagliate durante la trasmissione, sono a porgere le mie scuse a tutti quanti, a Giorgia Meloni per prima e a tutte le persone che si sono sentite offese”.

Il rettore dell’Università di Siena, Francesco Frati, dove Gozzini insegna, ha fatto sapere: “Condanno con decisione le offese sgradevoli rivolte dal professor Gozzini all’onorevole Giorgia Meloni”. Mentre sull’eventualità che possano essere presi provvedimenti, il rettore ha dichiarato: “Ci sono organi competenti che valuteranno”.

Relatore

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