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L’UE propone un “passaporto vaccinale”, ecco come funzionerebbe

Dentro e fuori l’Unione senza quarantena

Si chiama “digital green pass” e permetterebbe ai cittadini della Ue di viaggiare in sicurezza dentro e fuori l’Unione senza quarantena. La proposta legislativa di regolamento comunitario è arrivata il 17 marzo dopo che sedici giorni fa la presidente Ursula von der Leyen lo aveva annunciato sul suo profilo Twitter.

Un passaporto vaccinale

È un passaporto, in pratica, che offre tre possibilità da scegliere per tornare a viaggiare: 1) dimostrare di esser stati vaccinati 2) dimostrare di aver avuto il Covid e di essere guariti 3) dimostrare di essere negativi al tampone.

Nessun obbligo al vaccino

Nessun obbligo, quindi, ai vaccini, semplicemente il “dovere” di fornire i propri dati. E qui, secondo il Garante della Privacy, entra in gioco il proprio privato. La von der Leyen, sottolinea che il passaporto rispetterà “la protezione dei dati, la sicurezza e la privacy”, ma il Garante storce il naso e “richiama all’ordine il rispetto e la protezione dei dati personali”. In assenza di tale eventuale base giuridica normativa – scrive in una nota– l’utilizzo in qualsiasi forma, da parte di soggetti pubblici e di soggetti privati fornitori di servizi destinati al pubblico, di app e pass destinati a distinguere i cittadini vaccinati dai cittadini non vaccinati è da considerarsi illegittimo. E la questione sarà oggetto di una prossima segnalazione al Parlamento”.

Nel passaporto sarebbero iscritti solo nome, data di nascita, data di rilascio, informazioni rilevanti su vaccino/test/recupero e un identificatore univoco del certificato, verificabili grazie a un Qrcode dall’operatore.
Piaccia o non piaccia, una decisione è da prendere, poiché il turismo è crollato – per esempio, in Italia – del 61%, e, sempre in Italia, sono 27 i miliardi persi poiché 6 stranieri su 10 hanno già rinunciato alle vacanze in Italia. E per tornare a vivere, si può essere disposti a tutto.

Relatore

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