Estero

La polizia haitiana ha arrestato il presunto mandante dell’attacco al presidente

epa09328359 (FILE) – Haitian President Jovenel Moise (R) poses with his wife Martine Marie Etienne Joseph (L), during his investiture ceremony, at Legislative Palace in Poirt-Au-Prince, Haiti, 07 February 2017 (reissued 07 July 2021).

Questa domenica, la polizia di Haiti ha dichiarato in una conferenza stampa di aver arrestato  la  presunta “mente” del mortale attacco al presidente Jovenel Moïse, ucciso nella  sua abitazione di notte la scorsa settimana.

L’uomo è un 63enne haitiano di nome Christian Emmanuel Sanon. Secondo le autorità risiedeva in Florida ed era tornato in patria pochi giorni prima dell’omicidio di Moïse, il 7 luglio. Il capo della polizia, Leon Charles, ha riferito che Sanno “è arrivato ad Haiti su un aereo privato e con obiettivi politici”. Sembrerebbe che l’idea iniziale fosse quella di arrestare Moïse e poi prendere il suo posto come presidente. Sanon avrebbe promesso ai mercenari che hanno eseguito l’ordine di farli diventare sue guardie del corpo, una volta salito al potere. Gli uomini sarebbero stati reclutati attraverso una società di sicurezza venezuelana con sede in Florida, la CTU.

“Quando abbiamo bloccato questi banditi dopo che avevano commesso il loro crimine, la prima persona che uno degli assalitori ha chiamato e’ stato Christian Emmanuel Sanon. Ha contattato altre due persone che consideriamo essere le menti dell’assassinio del presidente Jovenel Moise” ha spiegato Charles, senza però fornire ulteriori informazioni sull’identità degli altri due mandanti. 

I motivi del delitto per ora sono ancora poco chiari così come la dinamica dell’attacco. La polizia haitiana dice che la squadra era composta da diversi mercenari colombiani e due cittadini statunitensi ma alcuni hanno espresso dei dubbi sull’affidabilità di questa ricostruzione. Inoltre rimane per ora un mistero come tutti quegli nomi siano riusciti ad entrare nell’abitazione del presidente. 

Intanto, sono arrivati ad Haiti alcuni membri del Federal Bureau of Investigation (FBI) americano per aiutare la polizia locale nelle indagine. Ad accompagnarli anche alcuni rappresentanti del Dipartimento di Stato, del Dipartimento della Giustizia, del Consiglio di Sicurezza Nazionale e del Dipartimento della Sicurezza nazionale. La delegazione ha poi incontrato il direttore generale della polizia per discutere del caso. 

MK

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