Editoriale

La questione del Vicesindaco

Può sembrare una questione marginale ma in verità non lo è. Per fare un esempio: sia pure a causa di un evento del tutto eccezionale il vice sindaco Michele Foletti è in pole position per diventare sindaco.

Faccio un inciso per esplicitare un punto che caratterizza il brusco mutamento avvenuto nella nostra Città. Il 17 aprile 2021 Lugano aveva un Sindaco e un Vicesindaco, che erano le personalità guida del Municipio. Oggi non c’è più né l’uno né l’altro. Le baruffe politiche interne hanno portato via Bertini, la Sorella con la Falce ha portato via Borradori. È un cambiamento molto grande, che apre scenari nuovi e diversi.

In occasione della recente conferenza stampa di Foletti e Galeazzi (2 settembre) ho domandato se la questione del Vicesindaco fosse stata discussa in Municipio. Mi è stato riposto (comprensibilmente) che bisogna procedere “un passo alla volta”. Era la risposta che mi aspettavo.

Un interessante contenzioso si produsse nel 2013. Marco Borradori nuovo sindaco, ReGiorgio (dopo 29 anni di regno!) vice. Non poteva durare, in agosto arrivarono le dimissioni. Si apriva la porta dell’Esecutivo per Michele Bertini. E bisognava nominare un nuovo vice. Leghista o PLR ? Lorenzo Quadri o Giovanna Masoni? Quadri aveva più preferenze (circa mille) e poteva contare su tre voti: il suo, Borradori e Foletti. Anche Masoni contava su tre voti: il suo, Bertini e Zanini Barzaghi. Ago della bilancia si trovò ad essere il municipale PPD Angelo Jelmini, che si sentì osservato e imbarazzato. Alla fine si decise e optò per Giovanna. Lorenzo non la prese affatto bene.

Nel 2016 non ci furono discussioni né tiri alla fune. Bertini fece una votazione spettacolare e divenne vice sindaco al volo.

Per contro nel 2021 pandemico la Lega ha occupato la carica, conferita a Michele Foletti, il quale aveva superato Lorenzo Quadri: un risultato notevole. Ma adesso? Quadri dopo otto lunghi anni di attesa, o Badaracco? Secondo alcune voci di corridoio potrebbe esserci una maggioranza sul nome del capodicastero Cultura e Sport.

C’è vigile attesa. Ma che cosa ci riserva ancora l’autunno, che si avvicina a grandi passi? Certissimamente il voto cruciale sul Polo sportivo (28 novembre) e – in data da indovinare con l’ausilio della sfera di cristallo – la decisione del Procuratore generale.

Relatore

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