Wang Bing. Immagino che sia il discorso globale di questo regista che si vuole premiare e incitare. Il suo modo di narrare il quotidiano vero, non quello politico o virtuale o creato dalla “ggente”. La Cina con il suo pseudo-liberismo dove la libertà e i diritti umani sono sempre e ancora calpestati, inducono persone sensibili, intellettuali, intelligenti, alla creatività, alla voglia di fantasticare, di avere visioni, di sognare. Per poter vivere la propria libertà, la propria vita interiore, castrata dallo Stato.
Quotidiani diversi per culture diverse, immagina il nostro popolo ticinese. E invece no. Ci sentiamo tutti accomunati da identiche emozioni e persino parole e gesti. Bianchi, neri, gialli, arabi, europei, americani, indiani, australiani… L’umanità è una. E questo film ne è una bellissima dimostrazione.
Desio Rivera
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