Dopo l’arresto di Anna Bolena il 2 maggio 1536, si svolsero una serie di eventi drammatici e rapidi che portarono alla sua esecuzione il 19 maggio. Ecco una cronologia precisa di ciò che accadde in quei diciassette giorni:
Anna Bolena, regina d’Inghilterra e seconda moglie di Enrico VIII, fu arrestata presso Greenwich e condotta alla Torre di Londra nel pomeriggio, accusata di adulterio, incesto e alto tradimento. Le accuse erano in gran parte orchestrate da Thomas Cromwell, il potente segretario del re, con lo scopo di eliminare Anna dal trono e permettere a Enrico di sposare Jane Seymour.
Smeaton, un musicista di corte, fu torturato (forse con il cavalletto) e confessò l’adulterio con la regina. Questo costituì una delle “prove” principali. Altri uomini furono arrestati nei giorni precedenti, tra cui:
Il Gran Giurì del Middlesex incriminò formalmente Anna e gli uomini accusati di relazioni illecite con lei. Le accuse includevano dettagli di presunti incontri adulterini, alcuni inverosimili per motivi cronologici (per esempio, quando Anna era nota per essere altrove o convalescente).
Norris, Weston, Brereton e Smeaton furono processati presso la Westminster Hall. Furono tutti giudicati colpevoli e condannati a morte. Le prove erano fragili e basate quasi interamente su confessioni (come quella estorta a Smeaton) e testimonianze dubbie.
Anna e George furono processati presso la Torre di Londra, davanti a un tribunale di pari. Anna si difese con eloquenza, negando ogni accusa. Tuttavia, il verdetto era già deciso: entrambi furono giudicati colpevoli. George fu anche accusato di incesto con la sorella. Le condanne furono:
Norris, Weston, Brereton e Smeaton furono giustiziati a Tower Hill. George Boleyn fu decapitato lo stesso giorno. Anna, dalla Torre, assistette dalla finestra (secondo alcune testimonianze) alla processione funebre del fratello.
Thomas Cranmer, arcivescovo di Canterbury, visitò Anna in prigione. Le fu annullato il matrimonio con Enrico VIII con motivazioni non del tutto chiare (forse consanguineità o promessa matrimoniale precedente). Questo permise a Enrico di dichiarare illegittima la figlia Elisabetta, futura regina d’Inghilterra.
Anna fu decapitata nel cortile interno della Torre di Londra da un boia francese esperto, fatto venire appositamente da Calais. Morì con dignità e coraggio. Il suo discorso finale fu composto, evitando ogni accusa al re. Dopo la decapitazione, il suo corpo e la testa furono messi in una cassa di frecce e sepolti in una tomba anonima nella Cappella Reale di San Pietro in Vincoli, nella Torre stessa.
Quello che colpisce è la rapidità con cui si svolsero questi eventi, dettata dalla volontà politica del re e dalla macchinazione di Cromwell. Il 30 maggio, solo 11 giorni dopo l’esecuzione, Enrico VIII sposò Jane Seymour.
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