Cultura

Le leggi razziali italiane

Le leggi razziali italiane del 1938 furono una serie di provvedimenti discriminatori emanati dal regime fascista di Benito Mussolini contro gli ebrei e, in parte, contro altri gruppi considerati “non ariani”.
Segnarono una svolta gravissima nella storia italiana, introducendo ufficialmente il razzismo di Stato.


📜 Contesto

Nel 1938 l’Italia fascista, ormai strettamente alleata con la Germania nazista di Hitler, adottò la dottrina della “difesa della razza”.
Mussolini, che fino ad allora non aveva mostrato particolare antisemitismo, decise di introdurre leggi razziali anche per consolidare l’alleanza con la Germania e rafforzare l’ideologia totalitaria fascista.


⚖️ Principali provvedimenti

Tra agosto e dicembre 1938 furono emanati vari decreti, tra cui:

  • Manifesto della razza (luglio 1938): dichiarava l’esistenza di una “razza italiana” di origine ariana e sosteneva l’inferiorità degli ebrei.
  • Regio Decreto-Legge del 5 settembre 1938:
    • vietava agli ebrei di insegnare nelle scuole pubbliche e private;
    • espelleva gli studenti ebrei da tutte le scuole del Regno.
  • Leggi successive:
    • proibivano ai cittadini ebrei di lavorare nella pubblica amministrazione, nell’esercito e nei mezzi di informazione;
    • vietavano i matrimoni “misti” tra ebrei e “ariani”;
    • limitavano la proprietà di beni immobili e imprese;
    • imponevano la registrazione degli ebrei e la confisca dei loro beni.

💥 Conseguenze

Le conseguenze furono pesantissime, sia sul piano umano che culturale:

  1. Emarginazione sociale:
    Gli ebrei italiani, circa 47.000 persone, furono esclusi dalla vita pubblica, dalla scuola, dal lavoro e dalla società.
  2. Persecuzione economica:
    Molti persero il lavoro, le case, le imprese e ogni possibilità di sostentamento.
  3. Distruzione culturale:
    Docenti, studenti, artisti e intellettuali ebrei (come Primo Levi, Rita Levi-Montalcini, Enzo Sereni) furono costretti a interrompere studi e carriere o a emigrare.
  4. Deportazioni e Shoah (dal 1943):
    Dopo l’occupazione tedesca dell’Italia e la nascita della Repubblica Sociale Italiana (RSI), le leggi razziali sfociarono nella collaborazione italiana con i nazisti nella deportazione degli ebrei nei campi di sterminio.
    Circa 8.000 ebrei italiani furono deportati, e solo 1.000 sopravvissero.

🕯️ Dopo la guerra

Dopo il 1945 le leggi razziali furono abolite e dichiarate incostituzionali, ma il danno morale e materiale rimase profondo.
Ancora oggi rappresentano una delle pagine più vergognose della storia italiana.

Relatore

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