Sul treno Chiasso-Lugano e sugli abusi presunti: “Nessun arresto” – Perugini rinnova le accuse contro la RSI

TiLoFoto: Di Kabelleger/David Gubler

COMUNICATO UFFICIALE DELLA PROCURA

In merito ai fatti che sarebbero avvenuti sabato sera su un treno diretto da Chiasso a Lugano, ampiamente ripresi dai media, il Ministero Pubblico comunica che non vi è mai stata un’aggressione di gruppo ai danni di una donna. Solo un uomo è stato fermato, ma nei suoi riguardi non sono stati ravvisati gli estremi per chiederne l’arresto preventivo al Giudice per i provvedimenti coercitivi. Infatti, non sono emersi per adesso dall’inchiesta, subito aperta, elementi chiari ed inequivocabili di reato penale a sfondo sessuale a suo carico. Il quadro generale psico-fisico delle persone coinvolte (abuso di alcool) ha reso difficile la ricostruzione dei fatti. Va detto che la notizia sull’accaduto così come è stata data dalla RSI in prima istanza, non è stata verificata presso le uniche fonti autorizzate (Ministero Pubblico e Polizia cantonale); lo stesso vale, in modo accertato, per la Polizia ferroviaria. Su questa indagine, non ancora conclusa e condotta dal Sostituto Procuratore Generale Antonio Perugini, non saranno date per ora ulteriori informazioni.

* * *

(commento) In attesa di ulteriori sviluppi – che, ne siamo certi, non mancheranno – ci limitiamo ad osservare che il comunicato del Procuratore sembra contrastare nettamente con la testimonianza – di un passeggero con marcato accento tedesco – molto dettagliata e ben comprensibile, a disposizione del pubblico sul portale della RSI.