Verità e illusione nel mondo ingannevole della politica

Il partito voleva cambiare cavallo, e lo ha cambiato. Paolo Beltraminelli, che ha lottato fino all’ultimo minuto, non ha saputo realizzare la sua “mission impossible”. Massacrato dalla Regione e dalla televisione (Falò), dopo un calvario di quasi due anni, non è stato più in grado di recuperare. Ha profuso impegno e cuore ma la fiducia – che è come un vaso di cristallo finissimo capace di andare in mille pezzi – non si è ricomposta.

Il suo sfidante Raffaele De Rosa, un collaudato deputato di quattro legislature,  non dei più noti, è stato in qualche modo “scelto” come personalità adatta alla “sostituzione” (lo stesso non si può dire dei candidati Zumthor, Frapolli e Rossi, tutti peraltro molto validi; la lista PPD era pregevole).

La campagna di De Rosa è stata impeccabile, benché apparisse in certi momenti quasi ossessiva. Il voto del Comitato cantonale, a scrutinio segreto, lo aveva indicato come il prescelto, candidato del Partito. La Radiotv lo citava a ogni piè sospinto. Il potente gruppo Grazie Cardiocentro!, presieduto dal liberale Edo Bobbià, aveva esibito il suo nome. Eccetera. Per dirla tutta, una campagna perfetta.

Ci permettiamo di aggiungere che i mezzi impiegati da Beltraminelli nella sua difficile e quasi disperata battaglia sono apparsi davvero insufficienti. Ma forse (detto a posteriori) il suo destino era segnato.

“Detto a posteriori” non è scritto per caso. Perché siamo stati tutti vittima di un’illusione. Disponevamo di un unico sondaggio, in 3 fasi. Questo è già di per sé un “errore”, poiché toglie qualsiasi facoltà di confronto. In tal caso avete soltanto due possibilità: 1) o strillare “io non ci credo!”  2) o prenderne atto.

I 3 sondaggi dell’ing. Pietro Pisani davano, tutti, Beltraminelli vincente. Ma noi adesso sappiamo che stava straperdendo.

E non è finita (spostiamoci). A sinistra si lottava per la vita e per la morte. Sulla base del sondaggio noi credevamo (ma veramente) che il PLR, bramoso di raddoppio, fosse sul punto di soffiare il seggio al PS, non era magnifico? Fatti i conti, scopriamo adesso che i liberali avrebbero ottenuto questo spettacolare risultato con… il 34% dei voti di lista. Laddove il partito ha conseguito il 24,5% !

Più facile sarebbe stato… battere direttamente la Lega-UDC, attestata al 27,86%. Estremamente saggia e prudente, dunque, la decisione di fare una lista unica. Il consigliere di Stato che non la voleva avrebbe potuto non solo… ritrovarsi terzo – dopo Gobbi e Vitta – ma addirittura… pensionato. Zali, obiettivamente, esce molto indebolito da questo voto.

In conclusione? In conclusione abbiamo sbagliato tutto, ma siamo più vittime che colpevoli.