“Un’alleanza di centro per far vincere il Ticino” – di Filippo Lombardi

Il candidato (per la sesta volta) Filippo Lombardi ha scritto una lettera ai membri del suo partito (riprendiamo da LiberaTV).

Per il momento ci limitiamo a domandarci che cosa speri di guadagnare il “senatore” con certe fatue sparate.

Lombardi flagella impietoso “il blocco oscurantista di destra”

“In queste settimane avrete sentito parlare parecchio della nostra possibile congiunzione di liste per il Consiglio nazionale con il PLR e del conseguente “ticket” elettorale che mi legherebbe a Giovanni Merlini per il Consiglio degli Stati. Si tratta ovviamente di una situazione nuova tanto per me (sono stato eletto cinque volte agli Stati senza nessun ticket) quanto per il PPD, già congiunto quattro anni fa con i Verdi liberali e con i Ticinesi nel mondo, ma mai con il PLR. Qualche amico liberale, pur ben disposto a questa collaborazione, mi fa notare che il sostegno della base PPD all’operazione non sarebbe garantito, visto che la decisione in casa nostra è stata presa dalla sola Direttiva, mentre il PLR la porterà in Comitato cantonale il 1. Agosto”.

“Dobbiamo però ricordarci che l’idea della congiunzione e del ticket era già stata evocata dal presidente Giovanni Jelmini nel 2011, e concretamente proposta da me (coordinatore ad interim) e dal presidente Rocco Cattaneo alle rispettive Direttive nel 2015. La nostra accolse l’idea a larga maggioranza (un paio di contrari, un paio di astenuti e qualche discussione) già nel 2015, la Direttiva PLR la ritenne invece prematura. I risultati del 2015 diedero ragione al vertice PLR: noi conservammo i nostri due seggi al Nazionale anche senza congiunzione e i Consiglieri agli Stati PLR e PPD furono rieletti “per il rotto della cuffia” anche senza ticket. La situazione è però mutata oggi – i risultati delle Cantonali di aprile sono chiari – e tanto al Nazionale quanto agli Stati la collaborazione si impone, di fronte ad una Sinistra unita (dai Socialdemocratici ai Comunisti passando per i Verdi) ben oltre le proprie storiche e in certi paesi sanguinose rivalità, ad una Destra che fa pretestuosamente quadrato sulla politica migratoria ed europea (alzi la mano chi vuole l’adesione all’UE o l’aumento dell’immigrazione: nessuno!)”.

“Se il PPD non ha formalmente portato la decisione in Comitato cantonale non è solo perché gli Statuti non lo impongono, ma perché la decisione sembra largamente accettata dalla nostra base. Ho ricordato la decisione della Direttiva del 2015, posso anche dirvi che la Direttiva quest’anno è stata unanime a sostenere l’idea. E nel Comitato cantonale che ha proclamato le nostre liste il 28 maggio a S. Antonino, la possibile congiunzione con il PLR aleggiava chiaramente e nessuno ha ritenuto di esprimersi contro. Parto dunque dal principio, amiche ed amici, che siete fondamentalmente d’accordo con questa collaborazione – tattica ma al tempo stesso storica – con il PLR (cui dovrebbero aggiungersi come già nel 2015, i Verdi liberali ed i Ticinesi nel mondo). Questo forte schieramento di centro non vuole attaccare nessuno, ma vuole opporsi con decisione agli attacchi tanto dal blocco oscurantista e isolazionista di destra quanto dal blocco “socialrivoluzionario” di sinistra, e desidera mantenere i suoi attuali 6 seggi sui 10 che conta la Deputazione ticinese a Berna. Perché l’esperienza ci dimostra che al centro si può ottenere molto di più per il Ticino che non agli estremi”.

“Se il PLR dirà a sua volta “sì” a questa collaborazione, è chiaro che saremo chiamati come PPD non solo a beneficiare della congiunzione al Nazionale, ma anche a fare la nostra parte per il netto successo di un ticket “Lombardi-Merlini” agli Stati. E non dubito che potrò contare in questa battaglia comune sul sostegno massiccio della base PPD”.

Filippo Lombardi