Sul sito della radio romanda RSR, Pierre-Han Choffat fa un’ultima analisi quando manca poco alla scelta del ticket socialista per l’elezione del nuovo Consiglio federale, in programma il 14 dicembre. Un’analisi che boccia sonoramente la candidatura di Marina Carobbio.

Riportiamo qui di seguito e integralmente il suo intervento.
“Quattro personalità. Due favoriti naturali – scrive Choffat – La questione del sesso. La problematica delle minoranze linguistiche. Una di quelle situazioni intricate che tanto rendono affascinante la politica svizzera. Con tutti questi ingredienti, un partito che oggi è chiamato a decidere.
Al PS compete di sottoporre la sua proposta all’Assemblea federale per la successione di Micheline Calmy-Rey. In questi giorni da più parti è giunta la richiesta di un ticket con tre nomi.

Tre nomi per fare posto a una donna. Soprattutto per fare posto alla candidata della Svizzera italiana. Una regione linguistica purtroppo ingiustamente esclusa dai rappresentanti nel Consiglio federale da ben 12 anni. La tentazione è senz’altro grande. Ma per il gruppo socialista sarebbe un errore. Una debolezza. Una mancanza di scelta. Una maniera di lavarsene le mani. Di dire all’Assemblea federale “scegliete voi per noi.”
Il partito socialista si è fatto spesso imporre i suoi rappresentanti in governo e oggi può non avere il coraggio per fare diversamente, per dire con decisione il nome dei suoi due candidati favoriti.
Dalla mancata elezione di Christiane Brunner è tradizione proporre un ticket per le elezioni del Consiglio federale. E’ un modo di aprire i giochi e va molto bene. Soprattutto per i partiti che hanno personalità di alto livello. Ma andare oltre è prerogativa dei deboli, degli indecisi, dei partiti incapaci di decidere. E dunque di governare.
Dunque il PS non ha scelta. E’ obbligato a scegliere i suoi due candidati per il 14 dicembre e – seguendo ogni logica – è obbligato a frustrare ancora una volta la Svizzera italiana.”