La notizia viene riportata dal New York Times : l’amministrazione Obama ha raggiunto un accordo per negoziare con il governo di Teheran sul tema del nucleare iraniano, un ultimo sforzo diplomatico prima di scegliere l’opzione di un attacco militare contro l’Iran.

Malgrado il NYT abbia scritto di aver avuto la conferma da funzionari dell’amministrazione di Washington, il giorno dopo la pubblicazione dell’articolo il portavoce del Consiglio della Sicurezza nazionale, Tommy Vietor, ha smentito : “Non è vero che Stati Uniti e Iran si sono accordati su colloqui bilaterali o su qualsiasi altro genere di incontro.”
L’ipotesi di negoziati tra i due paesi era già stata evocata la scorsa settimana da diversi media conservatori.
Sul portale d’informazione Wnd.com Reza Kahlili aveva scritto : “La fonte, che per motivi di sicurezza chiede l’anonimato, è ben piazzata nei ranghi del regime iraniano e spiega che quando l’Ayatollah Khamenei avrà le garanzie da parte di Obama, autorizzerà l’annuncio di una soluzione alla crisi nucleare, prima delle elezioni americane.”

Un simile annuncio, soprattutto quando l’ultimo dibattito tra Obama e Romney sarà incentrato sulla politica estera, potrebbe costituire quella che viene chiamata October Surprise, una sorpresa d’ottobre, si legge nel portale d’informazione Slate.fr : “Il termine indica un evento imprevisto che solitamente giunge in ottobre, qualche settimana prima delle elezioni presidenziali e che può influenzare il risultato del voto.
Spesso la October Surprise ha avuto a che fare con temi di politica estera. Ad esempio, nel 1980 l’elezione presidenziale opponeva Jimmy Carter a Ronald Reagan. Da un anno 42 cittadini statunitensi erano tenuti in ostaggio a Teheran.
I repubblicani pensavano che la Casa Bianca avrebbe fatto di tutto per liberarli prima del voto. Carter aveva finalmente annunciato che non sarebbero stati liberati prima delle elezioni e aveva perso, con notevole scarto rispetto a Reagan.
Gli ostaggi vennero liberati il giorno dell’investitura di Reagan, il 20 gennaio 1981 e questo fece nascere il sospetto che il nuovo presidente americano si fosse accordato con l’Iran per ritardare la liberazione e far perdere terreno al suo rivale.”