Domande uguali, risposte diverse – Intervista a Paolo Toscanelli, candidato presidente a Lugano

Il candidato alla presidenza del PLR di Lugano Paolo Toscanelli risponde alle stesse domande che sono state rivolte a Tobiolo Gianella. Il fatto è inusuale ma, quando io pubblicai le domande – senza aver ricevuto le risposte – del dr. Tobiolo Gianella (che poi sono arrivate) Toscanelli, da poco mio amico Facebook, mi scrisse: “Anch’io vorrei rispondere a quelle domande!” Allora io replicai: perché no?

Un’intervista del professor Francesco De Maria.


Paolo Toscanelli Consigliere Comunale, Laureato in Informatica ed Economia. Lavora in una grande banca Svizzera nel settore del Project Management dove si gestisce lo sviluppo  di applicazioni informatiche bancarie.


Come ha vissuto la dura campagna elettorale 2013 ?

Paolo Toscanelli   È stata un’avventura fantastica. Per la prima volta ho lasciato le retrovie del partito e mi sono messo in gioco in prima persona riuscendo nell’impresa. Devo però dire che gli inizi sono stati un po’ faticosi perché non avevo un’idea precisa di come affrontare questa sfida, ma poi ci ho preso la mano e mi sono divertito. La vittoria più grande di questa campagna elettorale è stata di conoscere, e rivedere, un gran numero di fantastiche persone. Son state loro a darmi quella forza e quella grinta di lottare per il PLR. Sono onorato di avere ricevuto tutto il loro appoggio.

In qualche momento (o sempre) ha pensato che il partito potesse farcela?

PT   Quando metti anima e corpo in qualcosa in cui credi, fortemente, speri sempre che i risultati siano positivi. Ci ho creduto fino alla fine e devo ammettere che avevo le lacrime agli occhi quando sono usciti i risultati finali per il municipio. Purtroppo è andata male. Nella vita si cade e ci si rialza, ora sta semplicemente a noi continuare a lavorare per cambiare le sorti delle prossime votazioni.

Lei ritiene che la sezione PLR cittadina sia stata efficace nella gestione della competizione elettorale? Impegnata? Lucida?

PT   Bisogna dire che queste elezioni non erano le classiche campagne elettorali che eravamo abituati a vedere (e vivere) a Lugano. Avere un consigliere di stato in carica che vuole lasciare il suo posto per venire a Lugano non è cosa di tutti i giorni. Detto questo posso affermare di aver visto un gran numero di persone scendere letteralmente in piazza per sostenere il partito. Anche a elezioni perse un bel gruppo di persone era davanti al municipio, bandiere alla mano, a sostenere Giorgio Giudici. Ho visto un gran numero di candidati e sostenitori lavorar sodo per un fine comune, quindi non posso far altro che ringraziarli per essersi messi a disposizione del partito. Certamente una migliore comunicazione tra il partito e la popolazione porterà maggiori consensi in futuro.

Le faccio una domanda apparentemente scontata e banale, che tanto banale non è: perché la Lega ha vinto a Lugano?

PT  Concordo che non è una domanda banale visto che la Lega ha cambiato il modo di far politica in tutto il Canton Ticino (e non solo in Ticino). La sua forza, specialmente a Lugano, è quella di avere una sede in Via Monte Boglia in cui qualsiasi cittadino si può recare per chiedere una mano. Sono stati più bravi di noi ad ascoltare i problemi della gente e di trasformarli nei loro cavalli di battaglia. Sicuramente i loro mezzi di comunicazione sono più forti ed incisivi dei nostri e qui dovremo sicuramente lavorare sodo per recuperare terreno. Ora sta solo a noi ritornare tra la gente, ascoltarla meglio e comunicargli che siamo al loro servizio. 

Il PLR ha fornito una cattiva performance elettorale? Non ha saputo radunare le forze? Ha impiegato mezzi insufficienti? Oppure, semplicemente, è stato travolto dallo slancio leghista?

PT   Non abbiamo raggiunto i risultati sperati, ma sicuramente abbiamo riacceso una fiamma in molti cuori liberali-radicali che negli ultimi anni si era andata un po’ a spegnere. In certe zone siamo tornati tra la gente un po’ troppo tardi e molti consensi persi dagli altri partiti sono andati nella direzione sbagliata. Qualche errore comunicativo lo abbiamo fatto e ora sta soltanto a noi non ripeterlo. Per la prima volta, però, ho visto un gran numero di giovani candidati impegnati a portare avanti i valori del PLR, quindi non posso far altro che dire che il partito è stato in grado di ritrovare la fiducia dei giovani. Questa è una grande vittoria che molti non hanno considerato.

Ho sentito in giro, formulata da persone non prive di senno, questa opinione: “La Lega oggi ha raggiunto il suo apice, da ora in poi declinerà”. Al che ho replicato (come sempre prudente): “Può darsi, ma è pericoloso confondere una previsione con una speranza!”

PT   Pensare che la Lega abbia raggiunto il suo apice è il più grande errore che si potrebbe fare e dimostrerebbe di non essere in grado di guardare oltre il proprio naso. La Lega ha sicuramente raggiunto il suo obiettivo a Lugano, ma non si fermerà qui. Affidarsi a questa speranza porterebbe solo a una nuova sconfitta elettorale! Per risollevarci e tornare a essere il partito di maggioranza in Municipio dobbiamo lavorare internamente e non affidarci a semplici dicerie. Le battaglie si vincono lottando compatti e non sperando che la squadra avversa si ritiri da sola.

Nel momento in cui ReGiorgio si ritira non ci si può esimere dal valutare il suo lungo sindacato di 29 anni. Quali lodi debbono essere tributate a Giudici? E, per equa simmetria, quali critiche?

PT   In 29 anni non è mai stato seduto a guardare ma si è sempre dato da fare per migliorare la sua città, città a cui ha sempre dedicato anima e corpo per renderla attrattiva e competitiva. Grazie al contributo di Giorgio Giudici è stata creata l’USI e molti giovani (me compreso) hanno potuto studiare rimanendo in Ticino. Cosa da poco? Certo che no se pensiamo che molte famiglie non possono permettersi di mandare i propri figli a studiare oltre Gottardo, o all’estero, per svariati motivi. Per non pensare al gran numero di studenti stranieri che sono venuti a Lugano a studiare e hanno poi riportato il nome della nostra stupenda città in tutto il mondo agevolando così anche il turismo. Durante la sua direzione Lugano ha visto nascere il Cardiocentro che in questi anni ha salvato numerose vite e ha reso la città un punto di riferimento all’avanguardia nella medicina cardiovascolare. È riuscito, dove molti han fallito (e falliscono tuttora), nel difficile compito delle aggregazioni. Grazie al suo carisma e alla sua grande professionalità ora Lugano inizia in Val Colla e finisce sulle cime di Carona. Potrei continuare ma lo spazio a disposizione non basterebbe. Concludo dicendo che quando a una persona si illuminano gli occhi sentendo parlare di Lugano, di cosa era e di quello che è diventata, non si possono fare critiche se non quella (che critica non è) di aver dedicato più tempo al bene della città e della popolazione che a se stesso. Grazie Giorgio!

In Municipio entra il Michele Bertini, 28 anni, bandiera del rinnovamento, pieno di giovinezza e di voglia di ben fare. A suo avviso, come è riuscito egli ad imporsi a concorrenti ben più navigati, ricchi di esperienza e di mezzi?

PT   Michele ha saputo ascoltare la gente meglio di altri facendosi voler bene da tutti a prescindere dal partito, e dal quartiere, di appartenenza. Dopo la sua eccellente votazione di 5 anni fa ha dimostrato di essere un giovane con la testa sulle spalle, ben preparato alla sfide che una città come Lugano presenta e sempre pronto ad aiutare il prossimo. La gente vuole persone presenti durante tutta la legislatura e non soltanto in campagna elettorale. Michele ha sempre dedicato il suo tempo ai cittadini che lo hanno ripagato dandogli fiducia.

Come vede l’interazione in Municipio tra la maggioranza leghista (Borradori, Quadri, Foletti) e la minoranza liberale (Masoni Brenni e Bertini)? Sarà pacifica e costruttiva? Conflittuale? E quale ruolo potranno giocare Jelmini e Zanini Barzaghi?

PT   Sinceramente vedo una Lega un po’ spaccata con Quadri da una parte e Borradori e Foletti dall’altra. Vedo i due leghisti (Foletti e Borradori) molto inclini a voler lavorare con il resto del municipio e quindi non vedo grosse problematiche per la nostra città. Nonostante le recenti minacce arrivate da un singolo municipale, posso dire che la maggioranza del Municipio vuole portare avanti una politica pacifica e costruttiva, quindi non penso che una singola persona possa distruggere l’ambiente di lavoro venutosi a creare. Siamo in un periodo difficile e penso che quasi tutti i municipali (o sicuramente 6 di loro) vogliano lavorare per il bene comune! Il Municipio è composto da nuove facce e tanta volontà di collaborare quindi il ruolo di Jelmini e Zanini Barzaghi sarà quello di tutti, lavorare sodo per la città.

Dopo l’amaro aprile 2013 il liberalismo luganese necessita urgentemente di un rilancio. Lei si è messo a disposizione per la presidenza della sezione e presenterà alla sezione il suo programma. Vuole anticiparcelo, nelle linee essenziali?

PT   Dopo le elezioni comunali non mi sono mai fermato e ho sempre lavorato per portare avanti dei progetti utili a migliorare le performance del partito. Quando mi hanno chiesto se ero interessato a candidarmi per la presidenza non ho potuto far altro che esserne onorato e ad accettare.

Per rispondere alla domanda ed essere breve dirò che voglio far tornare il partito tra la gente e soprattutto ad ascoltare la gente. Per citare un noto filosofo (Epitteto) direi “Dio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà”. A tale proposito eviterei di organizzare troppi dibattiti formali, dove sono solo i “professori” a parlare lasciando così sempre poco spazio ai veri problemi della gente, e organizzerei eventi conviviali in cui la popolazione potrà ritrovarsi a discutere con i nostri esponenti politici in modo da potergli esporre personalmente le vere problematiche. In qualunque caso i temi politici dovranno essere basati sui principi del PLR e dare un grosso occhio di riguardo alle vere necessità della gente.

Il partito, e la popolazione, hanno chiesto uno stravolgimento e quindi creerò un ufficio presidenziale composto di nuove persone volenterose di lavorare sodo. Per fare ciò avrò bisogno di un gruppo eterogeneo composto di giovani e persone più navigate politicamente, invogliate a mettersi a disposizione solo ed esclusivamente per il bene della popolazione e del PLR. Organizzerei dei gruppi di lavoro integrando le varie sotto-sezioni presenti sul territorio in modo da raggiungere efficacemente, e velocemente, tutta la popolazione.

Ormai Lugano è cambiata sia nel territorio che nelle esigenze quindi bisognerà adottare un metodo di lavoro proattivo in modo da essere in grado di modificare le strategie in qualsiasi momento. Altre sorprese in caso di una mia elezione.

Non potrà non parlare delle finanze cittadine, poiché oggi il 90% del discorso politico verte (non è uno scandalo, è semplicemente fatale) sui soldi. L’opulenta Lugano si sta impoverendo?

PT   Lugano si è già trovata in difficoltà finanziarie in passato ed è riuscita a risollevarsi senza problemi. In questo momento i conti non sono in buono stato e come annunciato dal Municipio per il 2013 vedremo un deficit peggiore del previsto. Solleva che un gruppo di Consiglieri Comunali PLR capitanati da Peter Rossi (e in cui era presente anche il sottoscritto) ha dedicato gran parte del proprio tempo libero durante le vacanze estive per stilare un documento con una serie di punti (e consigli) su cui lavorare per risollevare le finanze cittadine. Questo dimostra che si sta lavorando per evitare di impoverire Lugano e la popolazione.

La Commissione cerca ha scelto una rosa di candidati. Vuole brevemente presentarci i suoi “concorrenti”?

PT   La Commissione cerca ha proposto Giovanna Viscardi (avvocato), già attiva in Gran Consiglio (2007) e Consiglio Comunale (2004), una persona dinamica con le idee in chiaro. Tra il gruppo è sicuramente quella con più esperienza politica. Un altro candidato è Jean Pierre Antorini (architetto), membro del comitato operativo PLR di Pregassona assieme al sottoscritto. In questi anni ha dimostrato di lavorare esclusivamente per il bene del partito e della popolazione riscuotendo la mia massima stima. Alla lista si aggiunge un nuovo volto, Tobiolo Gianella (fiduciario e docente USI) candidato per la prima volta alle comunali 2013.

Com’è fatta e come lavora la sezione di Lugano? Di quanti membri si compone la direttiva?

PT   Lugano è attualmente suddivisa in varie sotto-sezioni, sparse sul territorio cittadino (quartieri), e supervisionate dalla sezione madre. Ognuna di queste sotto-sezioni è composta dal suo Presidente, vice, membri e segretariato come la sezione principale. Ogni sotto-sezione ha un numero di delegati basato sui voti ricevuti nel quartiere di appartenenza. I delegati vengono designati dal Presidente della sotto-sezione e dal suo comitato operativo. Al momento la sezione di Lugano conta 288 delegati i quali saranno i responsabili dell’elezione del nuovo Presidente. Per conoscere chi sono i membri della direttiva e avere ulteriori informazioni consiglio di visitare il nostro sito www.plr-lugano.ch.

A chi spetterà la decisione circa il nuovo presidente? Quando verrà presa?

PT   Come annunciato sopra saranno i 288 delegati proposti dalle varie sotto-sezioni. L’elezione avrà luogo la sera del 20 Novembre.

La rivincita, a Lugano, si giocherà nell’aprile 2016 (e sarà preceduta da un’altra rivincita, al Cantone, nel 2015). Il PLR ce la farà a riconquistare il primato? Quali fattori politici potrebbero favorirne il “ritorno”?

PT   Anche se sono molto fiducioso, alla prima domanda si dovrebbe rispondere tra qualche mese quando la nuova sezione di Lugano avrà cominciato il suo lavoro. Per risollevare le sorti del partito bisognerà lavorare duro e trovare una/un presidente carismatico abile a trascinare la gente. Nella sezione Cantonale l’esercizio è riuscito bene con l’arrivo di Rocco Cattaneo ora starà a Lugano scegliere la persona giusta. A mio avviso serve qualcuno poco istituzionale abile ad attirare consensi e invogliato ad ascoltare semplicemente la gente senza secondi fini. Politicamente un riavvio dell’economia, e un aumento dei posti di lavoro, favoriranno il ritorno di elettori che in questo momento si sentono sempre più presi in giro (e dimenticati) da tutti i partiti. Lavorando solo ed esclusivamente per la città e la popolazione sono sicuro che nel 2015 e nel 2016 raggiungeremo i nostri obiettivi.

Infine, se sarà eletto, quanta parte del suo tempo sarà disposto a destinare all’assolvimento dei suoi compiti di presidente?

PT   La Commissione cerca ha preventivato che il nuovo presidente dovrà dedicare almeno il 30% del suo tempo al partito. A mio avviso non esiste una giusta “quantità” di tempo da preventivare poiché dipenderà tutto dalle situazioni che si verranno a creare. Nel mio lavoro sono costantemente confrontato con l’organizzazione del tempo, delle persone e dei costi. Tale esperienza mi ha fatto capire che devi essere flessibile e sempre pronto a modificare i tuoi piani. Sicuramente una buona gestione dei membri dell’UP, delle sotto-sezioni e dei simpatizzanti ridurranno il tempo di lavoro. Essendo molto attivo nel partito, e facendo già parte del Consiglio Comunale, molto di questo tempo lo sto già ricoprendo ora senza problemi.