Piero San Giorgio : il problema non è l’Islam, ma gli Stati Uniti

dal portale www.blognews24ore.com 

SousseL’attentatore di Sousse in azione

Lo scrittore Piero San Giorgio, autore del libro “Sopravvivere al collasso economico” durante una conferenza a Tunisi ha sottolineato i cambiamenti geopolitici in atto nel mondo, citando a titolo d’esempio la Grecia, Porto Rico, Libia ed Egitto.

San Giorgio ha da subito precisato il tono della conferenza, raccontando che quando aveva sentito la notizia dell’attentato a Sousse si era chiesto : “Cosa ha fatto la Tunisia per dare fastidio agli Stati Uniti?”

Lo scrittore era stato invitato a Tunisi dalla casa editrice KA, in occasione della presentazione della versione in arabo del suo libro.

“Non ci si deve fermare ai sintomi del male, ma andare oltre, alla radice – ha detto San Giorgio, spiegando la convergenza di diversi fattori, quali la rarità delle risorse, il calo della produttività, la crisi dell’acqua potabile, il degrado del terreno, ecc., il tutto a causare cambiamenti strutturali al punto che oggi sappiamo che il principio delle guerre del futuro sarà quello di sterminare “l’altro”, semplicemente.

Piero San Giorgio 2A margine della conferenza, Piero San Giorgio ha rilasciato la propria opinione e la sua analisi riguardo alla Tunisia, un paese che è sempre stato aperto verso l’Europa e che ora sta fronteggiando gli stessi problemi che colpiscono Irak, Siria, Egitto e la Libia. A suo dire, per la Tunisia il pericolo è grande, in quanto gli egoismi personali e la mancanza di solidarietà stanno avendo la meglio. In questo senso lo scrittore parla a favore dell’attuazione rapida di una politica estremamente lucida, per gestire in tempi brevi quanto sta accadendo. Attenersi alla politica tradizionale non porterà alcun risultato.

San Giorgio ha anche parlato delle 1000 maggiori società al mondo, le quali danno lavoro a mezzo miliardo di persone (il che significa che almeno 2 miliardi di persone dipendono, in maniera diretta o indiretta, da queste 1000 aziende). Cifre che rendono l’idea della concentrazione del potere che si trova nelle mani di poche persone e che è esercitato sull’insieme del pianeta. Solitamente si tratta di persone che vogliono aprire le frontiere, ridurre i propri costi e realizzare grandi profitti. Molte di queste società sono americane. Sapendo che gli Stati Uniti fanno fronte a enormi problemi economici, si può capire quanto sia benefico per gli americani che in altri paesi vi sia il caos. Il problema non è l’Islam, sostiene San Giorgio, il problema sono gli Stati Uniti.

Lo scrittore sostiene che in passato gli Stati Uniti facevano credere di difendere dal pericolo sovietico le forze del progresso e i valori di libertà. Ma alla fine della Guerra fredda si era capito che volevano soprattutto imporre la loro visione del mondo, il loro commercio, che genera schiavitù economica e finanziaria.

Allo stesso modo gli Stati Uniti vogliono oggi estendere il loro dominio anche sulla Tunisia. Questo spiega la facilità con cui è stato eseguito l’attentato a Sousse. E’ stato il risultato di un vasto traffico d’armi, gestito da una potenza ben organizzata, non solo di un ragazzo imbevuto di estremismo islamico che si mette a sparare sui turisti.

(Fonte : egaliteetreconciliation.fr)