Sigmar Polke a Palazzo Grassi (Venezia) – aspirazioni della contemporaneità.

polke 3Karthoffelhaus di Sigmar Polke, realizzata dal 1967 al 1990 esprime esistenzialmente il concetto dell’umanità della fine del ‘900, ingabbiata in un mondo da lei stesso scelto, creato, tuttavia continuante ad anelare all’infinito, al sublime, forse inteso come artistico. Così la confortevole ma pur sempre gabbia, si presenta come una soffocante eppur dolce dimora per l’uomo, dalla quale egli rimira un cielo notturno, lontano, tracciato da confini che ne segnano le strade. Poiché egli può ancora scegliere, e pensare di cambiare il proprio futuro, su quei percorsi indicategli da un destino ineffabile. Eppure, forse, sceglierà di non sortire dalla gabbia, poiché anche se gli è dato volare, preferisce farlo con la creatività, unica ed estrema libertà interiore rimastagli al cospetto della travolgente attualità.

Nel trentesimo anniversario dall’assegnazione del Leone d’Oro all’artista Sigmar Polke in seguito alla sua creazione esposta nel Paglione Federale della Repubblica Tedesca, Athanor, si apre, a Palazzo Grassi a Venezia una nuova mostra dedicata all’artista. Un percorso a ritroso nel tempo, dalle sue prime opere degli anni sessanta sino a quelle degli anni duemila, come il monumentale ciclo pittorico Axial Age (2005).

Proprio nel 2005 Polke era stato a Zurigo a presentare una sua personale mostra curata da Bice Curiger Werke & Tage, nella quale aveva cercato (invano) di includere le sue ultime opere, come l’Età Assiale oggi invece ammirabile a Palazzo Grassi.

Una mostra tra utopia e sogno si offre dunque agli occhi di coloro che tenteranno un approccio romanticamente nostalgico all’arte contemporanea. verò è che è l’arte stessa a parlare al cuore di ognuno, in mille diversi modi.

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