Regazzi: “Margine di manovra (quasi) nullo” – Marchesi non gradisce

FABIO REGAZZI   “Prima i nostri” potrà anche avere la garanzia federale, ma il margine di manovra è assai limitato, per non dire che è quasi nullo: la prima è una questione di forma, la seconda di sostanza. Il Consiglio federale ci dice in altri termini che la norma è sì compatibile con il diritto federale ma che il Cantone praticamente non può fare quasi niente. Non capisco quindi cosa ci sia da esultare, visto che questa presa di posizione – al di là del titolo – sconfessa semmai gli iniziativisti poiché sancisce in modo chiaro che gli atti parlamentari proposti dalla Commissione speciale del Gran Consiglio non possono essere adottati.

È ben chiaro che l’industriale Regazzi di “Prima i nostri!” non vuol sentir parlare (ma è un suo diritto democratico). La cosa dà probabilmente fastidio anche al suo partito, in ragione del successo politico (costato lacrime e sangue) conseguito dai Democentristi. L’on. Regazzi deve però stare attento alle parole che usa: “Margine di manovra nullo” non l’ha inventato lui… e non porta fortuna!

PIERO MARCHESI   

REGAZZI, SABOTATE ANCHE PRIMA I NOSTRI?

Il Consiglio Federale ha chiaramente sancito che la nuova Costituzione cantonale (quella con l’articolo Prima i Nostri) é conforme al diritto federale. Ergo, é in linea con la Costituzione svizzera e può essere applicata.

Se non fosse applicabile, come certamente vorrebbe Regazzi, il Governo federale si sarebbe pronunciato in altro modo. Che fa sorridere è poi l’affermazione che il Consiglio federale si sarebbe pronunciato sugli atti parlamentari elaborati dalla commissione speciale. Non sono ancora passati in Parlamento e li avrebbe già visti e analizzati il Consiglio federale?

Per favore Regazzi, sei una persona che stimo, non cadere così in basso. Dì chiaramente che la tua categoria (AITI) non vuole regole nel mercato del lavoro, neppure quelle votate dal popolo e così stiamo tutti più sereni. D’altro canto, Regazzi conferma ancora una volta l’intenzione di sabotare la volontà popolare come in occasione dell’applicazione del 9 febbraio a Berna dove si era astenuto dal votare.

Marchesi e l’UDC dunque festeggiano questo importante passo odierno, che però sappiamo non essere il traguardo, in quanto la competenza è ora del Gran Consiglio, dove l’esito dell’applicazione, soprattutto dopo queste prese di posizione, è poco scontata.

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L’on. Regazzi, che stimo, non se ne avrà a male (spero) se mi permetto di formulare un’osservazione di carattere psicologico. Questa continua litania “Non si può far niente”, “Il margine di manovra è nullo”, “Sarebbe bello… ma non si può” eccetera eccetera eccetera, alla fine assume una valenza frustrante e demoralizzante. Il cittadino ha l’impressione che il politico, molto semplicemente, non voglia fare nulla.

Magari non è vero. Ed è ciò che spero.